Parco Horcynus Orca

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Dal nome del romanzo di Stefano D’Arrigo, il Parco Horcynus Orca ha sede a Capo Peloro, a Messina. Così come il romanzo, il Parco, sede dell’omonima Fondazione, coinvolge un sistema complesso di saperi (dall’economia sociale e solidale ai sistemi di welfare innovativi, dalla Biologia marina, alla Fisica del Caos, dalle scienze naturali all’Archeologia, dall’Arte alle Scienze della terra, dalla letteratura all’antropologia, dalla sapienza dei pescatori alla ecologia marina) che costituiscono la grammatica e la sintassi di questo spazio millenario: lo scill’e cariddi.

La Fondazione Horcynus Orca nasce nel 2004 in questi luoghi paradigmatici del Mediterraneo, dall’impegno civile di persone e organizzazioni che hanno creduto e credono possibile, in territori finiti da anni sotto la soglia di povertà trappola, l’attivazione di processi di liberazione e di risanamento sociale.

Si tratta di una fondazione in partecipazione che prende origine dalla relazione tra enti di ricerca (le Università degli Studi di Messina e di Reggio Calabria, gli Istituti del CNR dell’area, il centro di ricerca multidisciplinare Ecos-Med), imprese responsabili sul piano sociale e ambientale (IDS&Unitelm, GEM, ecc.) e attori del terzo settore che favoriscono l’espansione delle principali libertà personali di fasce deboli di popolazione.

Sul piano economico-sociale, la Fondazione è un cluster che si ispira ai grandi principi costituzionali e sperimenta forme di economie etiche, inclusive, maschili e femminili, capaci sul territorio di contrastare le economie criminali e capaci di porre eguaglianza e coesione sociale, libertà e sostenibilità ambientale quali vincoli esterni all’efficienza economica.

La Fondazione nasce quale ente gestore del Parco, le cui sedi principali sono il complesso monumentale di Capo Peloro e la piattaforma marina Kobold (fra i primi prototipi al mondo per la produzione di energia dalle correnti marine).

Il Parco Horcynus Orca è pensato come un organismo vivente, un sistema di relazioni in continua osmosi fra saperi ed esperienza. Costituisce un ponte innovativo fra ricerca scientifica, innovazione tecnologica, linguaggi creativi, incontri fra culture, sperimentazione di economie solidali e divulgazione partecipata. Il Parco, fedelmente all’impostazione epistemologica data e ai contenuti sviluppati, si propone come una sorta di ipertesto reale dove il viaggiatore può disegnare un proprio percorso di ricerca e di fruizione personalizzato.

Da luglio 2015, il Complesso Monumentale di Capo Peloro ospita la sede del MACHO, il Museo d’Arte Contemporanea Horcynus Orca.

Vai al sito della Fondazione Horcynus Orca 

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