Category Archive: Fondazione Horcynus Orca

  1. III edizione dell’Horcynus Summer School: il bando per partecipare

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    Diciannove giorni di lezione, tra il 14 luglio e l’1 agosto, per un totale di 150 ore: è il percorso formativo riservato a diciotto studenti da selezionare tramite bando della III edizione dell’Horcynus Summer School in conservazione e restauro delle opere d’arte contemporanee.

    La Summer School è organizzata a Messina da S.E.M.E., scuola EuroMediterranea di Economia Etica, di Bellezza e di Pace, promossa dalla Fondazione di Comunità di Messina, in collaborazione con la Fondazione Horcynus Orca, Ecos-Med coop. soc., Università degli Studi di MessinaUniversità Mediterranea di Reggio Calabria, con la direzione e il coordinamento di Gianfranco Anastasio.

    La Summer School intende fornire gli strumenti di base per gli studenti che intendono operare nel settore della tutela e conservazione dell’arte moderna e contemporanea. I moduli didattici, suddivisi tra lezioni frontali, seminari, stage e cantieri di restauro con opere provenienti da collezioni pubbliche e private, sono condotti da qualificati professionisti ed esperti, provenienti, oltre che dalle istituzioni organizzatrici, da prestigiose istituzioni pubbliche e private: Opificio delle Pietre Dure di Firenze, Peggy Guggenheim Collection, Accademia di Belle Arti di Brera, Istituto per i processi chimico-fisici del CNR di Messina, con il quale è stato sottoscritto un programma di collaborazione triennale.

    Tutte le informazioni sui requisiti di accesso e per richiedere l’iscrizione, sono pubblicate nel “Bando per 18 borse di studio per la partecipazione all’Horcynus Summer School 2017 in Conservazione e Restauro delle Opere d’Arte Contemporanee”.

    N.B.: la scadenza per partecipare al Bando è posticipata al 30 giugno

    Approfondimenti nel dossier di presentazione della terza edizione.

  2. Horcynus Fest anche on demand

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    A pochi giorni dall’evento conclusivo dell’Horcynus Festival autunnale “Isole – Non isole”, che ha salutato il pubblico dopo una tre giorni intensa sulle sponde dello Stretto e incontri con oltre 250 studenti calabresi, la Fondazione Horcynus Orca rilancia il suo impegno a mettere a disposizione di tutti il patrimonio artistico acquisito grazie alla collaborazione con la Fábrica de Arte Cubano. Dall’incontro con l’istituto culturale, rappresentato dal responsabile delle relazioni esterne Maysel Bello Cruz, è nata la sezione cubana dell’archivio audiovisivo della Fondazione Horcynus Orca. Uno spaccato della situazione artistica ma anche socio-economica e politica che si respira nell’isola caraibica, in oltre 60 titoli tra pellicole cinematografiche, animazione, corti, documentari e video arte. Un patrimonio che da oggi è aperto gratuitamente alla consultazione al Parco Horcynus Orca e a disposizione delle istituzioni educative e culturali calabresi che ne fanno richiesta.

    «Questa selezione di opere – ha spiegato durante l’Horcynus Fest Bello Cruz –  proviene per la maggior parte da due fondi, la Muestra Joven e la Fondazione tedesca Ludwig, mentre gli autori sono giovani artisti cubani. La selezione per la fondazione Horcynus Ora comprende opere contemporanee, realizzate tra il 2009 e il 2016, che desideriamo vengano proposte all’attenzione del pubblico italiano e mondiale, nello spirito di apertura e contaminazione tra le arti che caratterizza la Fábrica de Arte Cubano, una sorta di isola dentro l’isola, epicentro e luogo d’incontro di artisti cubani e internazionali, dove si respira arte in ogni forma».

    La collaborazione tra la Fondazione Horcynus Orca e la F.A.C., nata dalla riconversione di un vecchio stabilimento industriale nel principale centro culturale del paese, si iscrive a pieno titolo nel percorso di internazionalizzazione che sta intraprendendo la Fondazione di Comunità di Messina.

     «L’Horcynus Festival on demand, così come il programma culturale dell’Horcynus Festival 2016 in generale, contribuisce a costruire una relazione organica e strutturale con Cuba – ha sottolineato ripetutamente il segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina Gaetano Giunta – che anticipa la metamorfosi della Fondazione e di tutto il Distretto Sociale Evoluto, di cui la Fondazione Horcynus Orca fa parte. La Fondazione di Comunità di Messina si sta trasformando nella Fondazione delle comunità delle periferie del mondo. Periferie esistenziali e geografiche dove risulta vitale sperimentare nuovi paradigmi integrati di sviluppo economico e umano che declinano il bisogno irrisolto di libertà, eguaglianza, giustizia e rispetto dell’ambiente di cui ha sete gran parte dell’umanità».

     ph. Marco Costantino

  3. Dal 3 al 6 dicembre è ancora Horcynus Fest

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    È dedicata a Cuba e all’evoluzione internazionale della Fondazione di Comunità di Messina la sessione autunnale dell’Horcynus Festival 2016 “Isole – Non isole”, in programma da sabato 3 dicembre al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro fino a martedì 6 dicembre all’ex hotel Miramare di Reggio Calabria. Ci interrogheremo, come sempre attraverso il peculiare angolo di lettura offerto dalle arti performative, sulla fase storica che sta vivendo Cuba, in piena transizione dopo il voto dell’Onu a sostegno del superamento dell’embargo e la recentissima morte di Fidel Castro.

    «L’Horcynus Festival 2016 – sottolinea il direttore artistico Massimo Barilla – è uno degli eventi storicizzati finanziati quest’anno dalla Regione Calabria. Mentre finora abbiamo lavorato prevalentemente sul Mediterraneo, adesso ci apriamo al mondo, coinvolgendo Cuba e la Fábrica de Arte Cubano, a cui ci accomuna una consonanza di filosofia e approcci che nasce dalla scelta di analizzare molteplici linguaggi artistici, di concentrarci sugli scambi tra arti e culture diverse. Il dialogo con Cuba sarà stabile, non sarà legato esclusivamente a questo momento storico di transizione per l’isola, di cui riteniamo fondamentale discutere».

    «Il programma culturale dell’Horcynus Festival 2016 contribuisce a costruire una relazione organica e strutturale con Cuba – aggiunge il segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina Gaetano Giunta – che anticipa la trasformazione della Fondazione e di tutto il Distretto Sociale Evoluto, di cui la Fondazione Horcynus Orca fa parte. La Fondazione di Comunità di Messina si sta, infatti, trasformando nella Fondazione delle comunità delle periferie del mondo per sperimentare, oltre che nell’area dello Stretto, anche in altre parti del sud del mondo, a partire da Cuba e dal nord del Brasile, nuovi paradigmi di sviluppo economico e umano che declinano il bisogno irrisolto di libertà, eguaglianza, giustizia e rispetto degli ecosistemi di cui ha sete l’intero pianeta».

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  4. Dal 19 agosto a Scilla l’Horcynus Festival

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    Teatro, narrativa, cinema e musica dal vivo per l’edizione estiva calabrese dell’Horcynus Festival, presentata questa mattina al Malavenda Cafè di Reggio. L’evento, giunto alla XIV edizione, è la sintesi annuale dei percorsi sulle economie solidali e sulle produzioni estetiche del Mediterraneo portati avanti dalla Fondazione Horcynus Orca, centro di ricerca e polo per le arti contemporanee con sede nello Stretto.

    Quest’anno il Festival propone una riflessione sul tema “Isole – Non Isole”, intese come isole geografiche, delle arti e del pensiero, in uno scambio che si alimenta di diversità e incontri diffusi nello spazio e nel tempo. Non a caso, l’Horcynus Fest ha cominciato già da giugno a proporre eventi al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro (Messina), culminati con gli appuntamenti di fine luglio con ospiti provenienti anche da Malta. Adesso l’Horcynus Fest si sposta esattamente di fronte, tra il Porto di Chianalea, San Giorgio e Marina Grande di Scilla, dove il 19 e a seguire dal 23 al 27 agosto, propone eventi a ingresso libero che anticipano la sessione internazionale di dicembre, con Cuba come Paese ospite.

    Fondamentale per la realizzazione della sei giorni di agosto è stata la collaborazione tra la Fondazione Horcynus Orca e l’amministrazione comunale di Scilla, che insieme alla Fondazione di Comunità di Messina e alla Fondazione CON IL SUD ha contribuito all’organizzazione del Festival, realizzato con il contributo della Regione Calabria (Avviso di selezione per la realizzazione di iniziative culturali 2016 – Azione 1).

    «Il Comune di Scilla è socio fondatore della Fondazione Horcynus Orca – ha spiegato il sindaco Pasqualino Ciccone – ma per molti anni il rapporto è stato interrotto e con pochi riscontri. Appena insediati abbiamo voluto progettare insieme un percorso diverso e questa è la nostra prima iniziativa pubblica comune. La Fondazione Horcynus Orca può e deve essere un partner decisivo per lo sviluppo culturale di Scilla, per trasformarla in centro nodale delle iniziative culturali dello Stretto». «Un primo passo in questa direzione è stata l’organizzazione della sessione estiva dell’Horcynus Festival – ha continuato l’assessore alla Cultura di Scilla Marinella Gattuso – con eventi importanti e di grande spessore culturale che si intrecciano con l’appuntamento centrale della nostra stagione estiva, la Notte Bianca. Ma questo è solo l’inizio di un cammino comune”.


    IL PROGRAMMA

    L’anteprima è affidata, venerdì 19 agosto alle ore 21.00, nell’anfiteatro di Scilla, a “Come un granello di sabbia – Giuseppe Gulotta, storia di un innocente”. Lo spettacolo di Mana Chuma Teatro (co-prodotto dalla Fondazione Horcynus Orca in collaborazione con Lapec e Giusto Processo) torna in scena dopo il successo ottenuto a ottobre al Teatro Cilea di Reggio Calabria e il secondo posto su 325 partecipanti al Premio IN-BOX Blu 2016. Scritto e diretto da Massimo Barilla e Salvatore Arena, anche interprete (scene Aldo Zucco, musiche originali Luigi Polimeni, disegno luci Stefano Barbagallo), “Come un granello di sabbia” porta in scena la lotta per ottenere verità e giustizia di Giuseppe Gulotta, che, dopo oltre 36 anni di calvario giudiziario e 22 di ingiusta detenzione, si è visto riconoscere dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria un risarcimento di 6 milioni e mezzo di euro a carico dello Stato, dopo una lunga serie di processi di revisione. Per la sua lotta coraggiosa e per l’ingiustizia di cui è stato vittima, Gulotta riceverà, al termine dello spettacolo, il Premio Horcynus Orca 2016.

    L’Horcynus Festival riprende martedì 23 agosto alle ore 21.00, nella piazzetta dello Spirito Santo, con il focus su Scilla di “Nello scill’e cariddi”, reading teatrale dal romanzo “Horcynus Orca” di Stefano D’Arrigo con Massimo Barilla, Irene Polimeni, Ylenia Zindato, musiche dal vivo jazz-blues di Luigi Polimeni. Mercoledì 24 agosto, alla stessa ora e nella stessa location, si parlerà invece di Cariddi, ma questa volta con musiche di Giacomo Farina e voce di Faisal Taher. «La partitura musicale differente – hanno precisato in conferenza stampa i direttori artistici Massimo Barilla e Giacomo Farina – sottolinea la differenza di registro tra i brani scelti, a sua volta emblematica della diversità dei due territori, sponda siciliana e calabrese dello Stretto, in cui predominano da una parte la componente araba e dall’altra l’impronta greca, con incastri sorprendenti e sfumature diverse».

    Giovedì 25 agosto alle ore 22.00 al Porto di Chianalea comincia la due-giorni di cinema con il film “Gramsci 44″, ospiti il regista Emiliano Barbucci e l’attore Peppino Mazzotta, già protagonista del film “Anime Nere” e noto al pubblico televisivo come l’ispettore Fazio della fiction “Il Commissario Montalbano”. Venerdì 26 agosto, tocca al film “Segreti di Stato”, regia di Paolo Benvenuti con David Coco e Antonio Catania, che al termine della proiezione dialogheranno con il pubblico sulla strage di Portella della Ginestra, al centro del film presentato al Festival del Cinema di Venezia.

    Sabato 27 agosto, l’Horcynus Fest 2016 incontra la Notte Bianca di Scilla. Al Porto di Chianalea alle ore 22.00 il concerto dei Kunsertu saluta il pubblico e dà appuntamento a dicembre. La storica band siciliana che ha portato la world music in Italia, dopo qualche anno di silenzio torna a esprimere la sua particolare concezione dell’etno-rock, mixando le tradizioni provenienti dai diversi angoli del Mediterraneo, dalla Sicilia al Maghreb, a cui si aggiungono influssi dall’Africa nera, dando vita a un risultato originale in cui musica e temi sociali sono funzionali al racconto. E tra i brani nuovi, non mancano i grandi classici, come l’inossidabile “Mokarta”.

  5. Horcynus Festival, da luglio a dicembre

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    Lunedì 18 luglio, alle ore 10.30, nel Salone degli Specchi della Provincia Regionale di Messina, è stata presentata in conferenza stampa l’edizione 2016 dell’Horcynus Festival.

    L’evento, giunto quest’anno alla XIV edizione, è la sintesi annuale dei percorsi della Fondazione Horcynus Orca – centro di ricerca e polo per le arti contemporanee con sedi a Messina e Reggio Calabria – sulle economie sociali e sulle produzioni estetiche del Mediterraneo.

    Nel 2016 il Festival propone una serie di eventi diffusi, articolati fino a dicembre 2016 tra le due sponde dello Stretto. A fine anno, la sessione internazionale avrà Cuba come Paese ospite.

    Più specificatamente, il focus estivo è in programma dal 21 al 23 luglio e il 29 luglio tra il Parco Horcynus Orca di Capo Peloro, Forte Petrazza e lo stabilimento industriale della cooperativa Birrificio Messina in contrada Larderia. Proprio la festa per l’inaugurazione del Birrificio Messina sarà uno dei momenti centrali della XIV edizione.

    Il programma è stato illustrato nei dettagli in conferenza stampa da Gaetano Giunta, segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina, e dai direttori artistici Massimo Barilla, Giacomo Farina, Franco Jannuzzi, affiancati da Mimmo Sorrenti della cooperativa Birrificio Messina.

    Da sinistra Jannuzzi, Barilla, Giunta, Sorrenti e Farina

    Il momento di apertura del Festival, lo scorso 10 giugno, è coinciso con l’appuntamento messinese, dedicato a Danilo Dolci, della manifestazione nazionale “Un futuro mai visto”, promossa dalla Fondazione CON IL SUD.

    La sessione estiva si apre il 21 luglio alle 19.30 con la presentazione di Fabric – Storie e visioni di contesti in cambiamento, libro a cura di Luca Bizzarri e Carlo Androlini (Pacini Editore). Il libro raccoglie undici racconti di innovazione, tra cui quello della Fondazione di Comunità di Messina. La presentazione sarà l’occasione, per una serie di ospiti, di declinare attraverso tre termini la loro idea di cambiamento sociale. Alle 21.30 è in programma l’inaugurazione di Salamare, il prototipo di sala immersiva collocato nella Torre degli Inglesi, il complesso monumentale di Capo Peloro che già ospita il Museo d’Arte Contemporanea MACHO. Il progetto di ricerca per la realizzazione del prototipo è co-finanziato dal MIUR, nell’ambito del bando Start Up, e dalla Fondazione di Comunità di Messina. Il coordinamento tecnico-artistico è di Stefano Roveda di Studio Azzurro. La realizzazione è stata curata da talenti siciliani appartenenti alle associazioni AK!lab e Malastrada Film. Il coordinamento generale del progetto è del segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina, Gaetano Giunta. A seguire (ore 22.30), la proiezione di Metamorfosi, video-intervista al filosofo Edgar Morin, realizzata in collaborazione con Kip International School, Fondazione con il SUD e Centro Creativo Danilo Dolci. Nell’intervista, montata da Franco Jannuzzi e Natale Crisarà, con musiche originali di Luigi Polimeni, Morin affronta  un’analisi geo-politica sul futuro del pianeta e dell’umanità. Chiude la serata del 21 l’appuntamento con la proiezione dei Corti di animazione sui meccanismi del Distretto Sociale Evoluto (DSE), con la regia di Franco Jannuzzi, le animazioni di Antonino Viola e le musiche originali di Luigi Polimeni.

    Il 22 luglio il Festival ospita i festeggiamenti per il ventennale della rete REVES, il principale network europeo per l’economia sociale. REVES sceglie Messina perché, nel 1996, Messina, insieme a Reggio Calabria e alla città svedese di Östergötaland, ha prima ideato e poi co-fondato la rete. REVES, inoltre, riconosce nel Distretto Sociale Evoluto, promosso nell’area dello Stretto dalla Fondazione di Comunità di Messina, una delle più avanzate e innovative esperienze dell’economia sociale europea.

    Nella serata del 22 luglio, alle 20.00, appuntamento a Forte Petrazza per “Come un’altra voce in questo mare”, con i poeti Adrian Grima e Biagio Guerrera e i musicisti siciliani Giancarlo Parisi, e Giacomo Farina.

    Il 23 luglio alle 20.30, al Parco Horcynus Orca, è in programma “Omero al Faro” (Rubbettino Editore), presentazione performativa del romanzo di Mimmo Rando con il cantastorie Fortunato Sindoni. Segue, alle 21.30, la proiezione Proiezione di Film Poems dal Mediterraneo.

    Alle 22.00, il poeta Adrian Grima e il musicista Giancarlo Parisi accompagneranno i visitatori alla scoperta delle opere e dei luoghi del MACHO (Museo d’Arte Contemporanea Horcynus Orca), con “Arcipelaghi” una innovativa guida poetico-musicale, primo tassello di un percorso di visita del Museo che si arricchirà, nel tempo, di ulteriori contributi.

    Il 29 luglio l’Horcynus Festival accompagnerà l’inaugurazione del nuovo Birrificio Messina con le performance live di Kunsertu Acoustic Live e Sinfonietta Messina.

    Parte integrante dell’Horcynus Festival è, anche per il 2016, la seconda edizione dell’Horcynus Summer School in Conservazione e Restauro delle Opere d’Arte Contemporanee, in corso dal 14 luglio fino all’1 agosto. La scuola è un’iniziativa di S.E.M.E., la scuola EuroMediterranea di Economia Civile promossa dalla Fondazione di Comunità di Messina. Sedici le borse di studio assegnate per l’intero percorso formativo, destinate a otto laureandi e altrettanti laureati in Architettura, Conservazione dei beni culturali, Accademia di Belle Arti, Ingegneria Civile, Lettere e Storia dell’Arte, Filosofia, Scienze Cognitive e Teorie della Comunicazione.

    La XIV edizione dell’Horcynus Festival ospiterà inoltre, dal 29 agosto al 30 settembre, le riprese del film Primula Rossa (regia di Franco Jannuzzi, soggetto e sceneggiatura di Massimo Barilla, musiche originali di Maurizio Mastroeni e Luigi Polimeni). Primula Rossa è una coproduzione Radical Plans – Fondazione di Comunità di Messina – Fondazione Horcynus Orca, cofinanziato dalla Film Commission Sicilia. Il film è ispirato ad una vicenda vera, la storia di Ezio, ex terrorista dei Nuclei Armati Proletari e ha l’obiettivo di valorizzare l’esperienza di un progetto fortemente innovativo di welfare comunitario, Luce è Libertà, cofinanziato dal Ministero della Giustizia e dall’Assessorato alla Sanità della Regione Sicilia, che ha permesso di liberare in soli due anni circa 60 persone dall’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona P.G. (Messina) attraverso progetti personalizzati di espansione delle libertà individuali, intrecciate con storie di sviluppo locale. Tra queste 60 persone anche il protagonista del lungometraggio.

    La sessione internazionale dell’Horcynus Festival è in programma dal 5 al 7 dicembre al Parco Horcynus Orca. Il paese ospite sarà Cuba. Il processo di internazionalizzazione curato dalla Fondazione Horcynus Orca, ormai stratificato a livello mediterraneo, si apre da quest’anno a nuove frontiere e a nuove relazioni aperte con i sud del mondo grazie al nuovo partenariato stabile con soggetti culturali e istituzionali dell’isola di Cuba, nel momento della sua definitiva riapertura nelle sue relazioni esterne. In particolare sarà ospite del Festival il più importante istituto culturale indipendente dell’isola, Fabbrica de Arte Cubano. A Messina sarà presentato il lavoro in corso di svolgimento a Cuba per la creazione di un archivio di video arte, video installazioni e nuove produzioni cinematografiche. Il partenariato si inserisce in un quadro di collaborazione strutturale fra il Distretto Sociale Evoluto (DSE), a cui appartiene la Fondazione Horcynus Orca, la comunità cubana e la Nunziatura Apostolica in Cuba, fortemente interessati ai modelli e ai paradigmi socio-economico-culturali che il DSE sta sperimentando nell’area dello Stretto. Questo percorso è mirato anche a costruire nuove opportunità di cooperazione in ambito culturale e dell’economia civile tra l’isola di Cuba e i territori del sud d’Italia.

  6. Al via II edizione dell’Horcynus Summer School

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    Parte giovedì 14 luglio, per concludersi il I agosto, la seconda edizione dell’Horcynus Summer School in Conservazione e Restauro delle Opere d’Arte Contemporanee. La scuola è un’iniziativa di S.E.M.E., la scuola EuroMediterranea di Economia Civile promossa dalla Fondazione di Comunità di Messina. Sedici le borse di studio assegnate per l’intero percorso formativo, destinate a otto laureandi e altrettanti laureati in Architettura, Conservazione dei beni culturali, Accademia di Belle Arti, Ingegneria Civile, Lettere e Storia dell’Arte, Filosofia, Scienze Cognitive e Teorie della Comunicazione.
    «Quest’anno abbiamo ricevuto una cinquantina di domande di iscrizione – spiega il direttore dell’Horcynus Summer School Gianfranco Anastasio – da studenti e laureati con esperienze formative e lavorative eterogenee, alcuni con master di specializzazione in Interactive Art. I corsisti che abbiamo selezionato provengono da Sicilia, Calabria, Lombardia, Toscana, Veneto e una studentessa è appena rientrata dall’Università di Wellington (Nuova Zelanda). Quest’interesse ci conferma che siamo sulla strada giusta. In Italia e in Europa a oggi non esistono scuole specialistiche strutturate sulla conservazione dell’arte contemporanea, nonostante questo sia un settore in cui la domanda è crescente. Dopo la positiva esperienza della prima edizione – aggiunge Anastasio – l’obiettivo è ampliare e consolidare il progetto. Quest’anno il focus sarà sulla conservazione delle opere su carta. Inoltre, gli studenti parteciperanno, il 22 luglio, a una giornata di studio sulle tecnologie della diagnostica presso l’Istituto IPCF del CNR di Messina, con cui abbiamo sottoscritto un programma di collaborazione triennale per la realizzazione di attività scientifiche e di ricerca finalizzate alla conoscenza, conservazione e restauro di opere d’arte contemporanee”.
    Il percorso formativo della Summer School si articola in 150 ore suddivise tra lezioni frontali, seminari, stage e laboratori didattici. L’obiettivo è formare gli studenti che intendono operare nel settore della tutela e conservazione dell’arte moderna e contemporanea, fornendo loro le fondamentali informazioni e gli strumenti operativi di tipo storico, tecnico, scientifico e normativo. Per ogni modulo didattico è prevista la docenza di qualificati professionisti ed esperti, provenienti, oltre che dalle istituzioni organizzatrici – la Fondazione di Comunità di Messina, la Fondazione Horcynus Orca, la cooperativa sociale EcoS-Med, l’Università di Messina e l’Università di Reggio Calabria – da prestigiose istituzioni pubbliche e private: Opificio delle Pietre Dure di Firenze, Peggy Guggenheim Collection, Accademia di Belle Arti di Brera, Istituto IPCF del CNR di Messina.
    In continuità con l’edizione 2015, lavoreranno con i beneficiari delle borse di studio: Luciano Pensabene Buemi, restauratore – conservatore presso la Peggy Guggenheim Collection di Venezia e responsabile scientifico dei laboratori di conservazione e restauro della Scuola; Letizia Montalbano, direttrice della Scuola d’Alta Formazione e di Studio dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze; Marco Bazzini, storico e critico d’arte, presidente dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche ISIA Design di Firenze; Mattia Patti, storico dell’arte contemporanea presso l’Università di Pisa e coordinatore del progetto “FUTURAHMA – Dal Futurismo al ritorno al classico”; Martina Corgnati, critica d’arte , componente del comitato scientifico della Fondazione Horcynus Orca e docente di Storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano; Giuseppe Frazzetto, professore di Storia dell’arte contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Catania e presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania; Giuseppe Giordano, docente di Storia della Filosofia DICAM – Università degli studi di Messina; Gaetano Silvestri, presidente onorario della Corte Costituzionale; Gianfranco Anastasio, artista, architetto, componente del CdA della Fondazione Horcynus Orca e direttore della Horcynus Summer School; Paolo Benvenuti, regista e coordinatore della Scuola del Cinema dell’Università di Firenze; Gaetano Giunta, segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina.
    Tre i nomi nuovi tra i docenti per l’edizione 2016: Francesca Bettini, restauratrice dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze; Gianfranco Neri, architetto e direttore del dArTe (Dipartimento di Architettura e Territorio) dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria; Cirino Vasi, direttore dell’Istituto per i processi chimico fisici del CNR di Messina.

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  7. Apre al pubblico il prototipo di sala immersiva

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    Il 10 giugno, durante il primo appuntamento  della manifestazione nazionale “Un futuro mai visto”, organizzato a Messina dalla Fondazione CON IL SUD per il proprio decimo compleanno, è stato aperto al pubblico l prototipo di una sala immersiva (ricoperta di videoproiezione) multifunzionale. Si tratta di un’interfaccia scenografica di archivi audio-video di grande suggestione.

    L’impianto di emissione interattivo e multicanale a supporto della sala immersiva è collocato nel complesso monumentale della Fondazione Horcynus Orca, che ospita il Museo d’Arte Contemporanea MACHO, nato ai margini della riserva naturale di Capo Peloro, nell’estremità nord della Sicilia, in uno spazio millenario, cuspide geodinamica e storica del Mediterraneo.

    sala immersiva - scuoleNella sala immersiva su ogni parete sono stati puntati dei videoproiettori, e grazie all’utilizzo di modelli 3D e alla perfetta sincronia delle proiezioni, si crea un unico ambiente, una sala completamente “vestita” come se fosse un solo schermo. L’installazione è fortemente interattiva e grazie ad una tecnologia innovativa le pareti raggiungibili dal pubblico sono rese sensibili al tocco. Tocco che permette di attivare degli eventi audio-video di grande impatto.

    Lo sviluppo sperimentale che ha portato alla realizzazione del prototipo si poggia sulla ricerca industriale di nuove soluzioni informatiche per l’interazione con il pubblico e per la visione immersiva con tecniche di realtime 3D e compositing, nuove metodologie di produzione per il trattamento dei materiali visivi d’archivio.

    La ricerca, co-finanziata dal MIUR, nell’ambito del bando Start Up, e dalla Fondazione di Comunità di Messina, è stata coordinata da Gaetano Giunta e, per gli aspetti tecnico-artistici, da Stefano Roveda di Studio Azzurro ed è stata sviluppata interamente da talenti siciliani appartenenti all’associazione AK!lab e Malastrada Film.

  8. “Come un granello di sabbia”, secondo posto al Premio teatrale IN-BOX

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    L’ultimo lavoro di Mana Chuma Teatro, co-prodotto dalla Fondazione Horcynus Orca, si aggiudica nove repliche e si prepara a portare in tournée la storia di Gulotta, vittima del più grande errore giudiziario italiano.

    Già al debutto, lo scorso 30 ottobre al Teatro Cilea di Reggio Calabria, nella cornice dell’Horcynus Festival invernale, era stato un successo assoluto. Adesso non solo il pubblico, ma anche gli addetti ai lavori e i critici teatrali hanno incoronato “Come un granello di sabbia. Giuseppe Gulotta, storia di un innocente”, co-prodotto dalla compagnia reggina Mana Chuma Teatro, Fondazione Horcynus Orca e Horcynus Festival ’15, in collaborazione con Lapec e Giusto Processo, come uno dei migliori spettacoli di teatro contemporaneo dell’anno.

    La pièce, che racconta una storia vera dai contorni oscuri e tormentati e dalle conseguenze non risanabili, è stata selezionata tra i sei spettacoli finalisti, su 325 partecipanti, del Premio IN-BOX Blu 2016 (progetto di promozione del nuovo teatro ideato da Straligut Teatro e realizzato col sostegno del Comune di Siena, di Fondazione Toscana Spettacolo Onlus e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, mettendo in rete oltre 40 operatori tra teatri, festival e circuiti regionali).  Andato in scena, alla presenza dello stesso Gulotta, al Teatro dei Rozzi di Siena il 21 maggio, “Come un granello di sabbia” si è aggiudicato il secondo gradino del podio, ex equo con lo spettacolo “Opera Nazionale Combattenti presenta i Giganti della Montagna ATTO III” di Principio Attivo Teatro.

    Un riconoscimento che non è solo formale per il lavoro scritto e diretto da Massimo Barilla e Salvatore Arena, anche interprete (scene Aldo Zucco, musiche originali Luigi Polimeni, disegno luci Stefano Barbagallo), ma che regala l’opportunità di portare lo spettacolo, insieme ad attività collaterali di formazione del pubblico, in nove teatri tra i più prestigiosi d’Italia.

    “Come un granello di sabbia” è stato infatti votato, e conseguentemente selezionato per la loro prossima programmazione, da due circuiti regionali (ACS Abruzzo Circuito Spettacolo, Cedac Sardegna), e da importanti realtà della scena contemporanea quali Armunia (Castiglioncello, Livorno), ITC Teatro San Lazzaro (Bologna), Teatro Cantiere Florida – Versiliadanza (Firenze), Prospettive Eccentrici Dadarò (Turate, Como), Teatro Comunale di Casalmaggiore (Cremona), Teatro dell’Olivo di Camaiore (Lucca), Teatro Portland (Trento).

    Un’occasione importante per far conoscere al pubblico la storia di Giuseppe Gulotta e la sua lotta per ottenere verità e giustizia, dopo oltre 36 anni di calvario giudiziario e 22 di ingiusta detenzione, riconosciuta nel 2012 con il decimo di una lunga serie di processi di revisione che lo hanno definitivamente riabilitato, condannando lo Stato, con la sentenza dello scorso 26 novembre della Corte d’appello di Reggio Calabria, a pagare 6 milioni e mezzo di euro di risarcimento. La sua storia, raccontata nel libro “Alkamar – La mia vita in carcere da innocente” (edizioni Chiarelettere), che Gulotta ha scritto a quattro mani con Nicola Biondo, è un incubo a occhi aperti. Il 13 febbraio del 1976 a 18 anni Giuseppe Gulotta, giovane muratore con una vita come tante, viene arrestato e costretto a confessare con la tortura l’omicidio di due carabinieri ad Alkamar, una piccola caserma in provincia di Trapani, in quella che viene ricordata come la strage di Alcamo Marina. Il delitto nasconde misteri indicibili: servizi segreti e uomini dello Stato che trattano con gruppi neofascisti, traffici di armi e droga. Per far calare il silenzio serve un capro espiatorio, uno qualsiasi. È Gulotta, un innocente che non è mai fuggito, ha lottato a testa alta, restando lì come un granello di sabbia all’interno di un ingranaggio più grande di lui, vittima uno dei più clamorosi errori giudiziari della storia d’Italia.

    “Siamo orgogliosi di questo riconoscimento – sottolineano Massimo Barilla e Salvatore Arena – perché per una compagnia come la nostra, indipendente e che ha fatto della scelta di restare al sud, pur nella consapevolezza delle maggiori difficoltà che questo comporta, il centro della propria identità artistica, è un’occasione abbastanza unica per far conoscere il proprio lavoro su scala nazionale. Ci consente di dar voce alla storia drammatica di Giuseppe in importanti realtà nazionali e di sviluppare progetti paralleli sul nostro percorso drammaturgico, aprendo la strada a ulteriori collaborazioni. Per noi è una grande responsabilità: la responsabilità di non tacere l’incredibile vicenda legale, la lunghissima serie di omissioni, errori, leggerezze, falsificazioni, palesi violazioni della legge che oggi ci fanno definire questa vicenda come una vera e propria frode giudiziaria; di far emergere il contesto e gli interessi in campo che generano il dramma; ma soprattutto la responsabilità di declinare la drammaturgia attraverso la vicenda umana di Giuseppe Gulotta ma anche, di volta in volta, delle vittime della strage, Salvatore e Carmine, e degli altri capri espiatori designati, Giovanni, Vincenzo e Gaetano, rendendo giustizia alla dimensione personale di vite quasi interamente sottratte per ragioni inconfessabili. Abbiamo provato a innescare un processo di identificazione in Giuseppe Gulotta, pur senza aver sofferto quello che ha sofferto lui con incredibile senso di dignità e consapevolezza, tentando di sottrarci da qualsiasi intento retorico”.

  9. Pubblicato il bando della II edizione dell’Horcynus Summer School in Conservazione e Restauro delle Opere d’Arte Contemporanee

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    Sedici borse di studio per universitari e laureati. Iscrizioni entro il 22 giugno, lezioni dal 14 luglio al I agosto al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro (Messina)

    Partirà il 14 luglio, per concludersi il I agosto, per un totale di 150 ore di lezione, la seconda edizione dell’Horcynus Summer School in Conservazione e Restauro delle Opere d’Arte Contemporanee. La scuola è un’iniziativa di S.E.M.E., la scuola EuroMediterranea di Economia Civile promossa dalla Fondazione di Comunità di Messina. Sedici le borse di studio disponibili per l’intero percorso formativo, destinate a universitari e laureati.

    “In Italia e in Europa ad oggi non esistono scuole specialistiche strutturate sulla conservazione dell’arte contemporanea, nonostante questo sia un settore in cui la domanda è crescente” spiega il direttore dell’Horcynus Summer School Gianfranco Anastasio. “Dopo la positiva esperienza della prima edizione – precisa – l’obiettivo è ampliare e consolidare il progetto. Quest’anno il focus sarà sulla conservazione delle opere in carta e delle installazioni”.

    Il percorso formativo ha l’obiettivo di aggiornare e formare gli studenti che intendono operare nel settore della tutela e conservazione dell’arte moderna e contemporanea, fornendo loro le fondamentali informazioni e gli strumenti operativi di tipo storico, tecnico, scientifico e normativo. Per ogni modulo didattico è prevista la docenza di qualificati professionisti ed esperti, provenienti, oltre che dalle istituzioni organizzatrici – la Fondazione di Comunità di Messina, la Fondazione Horcynus Orca, la cooperativa sociale EcoS-Med, l’Università di Messina e l’Università di Reggio Calabria – da prestigiose istituzioni pubbliche e private: Opificio delle Pietre Dure di Firenze, Peggy Guggenheim Collection, Accademia di Belle Arti di Brera, Istituto IPCF del CNR di Messina.

    In continuità con l’edizione 2015, lavoreranno con i beneficiari delle borse di studio: Luciano Pensabene Buemi, restauratore – conservatore presso la Peggy Guggenheim Collection di Venezia e responsabile scientifico dei laboratori di conservazione e restauro della Scuola; Letizia Montalbano, direttrice della Scuola d’Alta Formazione e di Studio dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze; Marco Bazzini, storico e critico d’arte, presidente dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche ISIA Design di Firenze; Mattia Patti, storico dell’arte contemporanea presso l’Università di Pisa e coordinatore del progetto “FUTURAHMA – Dal Futurismo al ritorno al classico”; Martina Corgnati, critica d’arte , componente del comitato scientifico della Fondazione Horcynus Orca e docente di Storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano; Giuseppe Frazzetto, professore di Storia dell’arte contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Catania e presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania; Giuseppe Giordano, docente di Storia della Filosofia DICAM – Università degli studi di Messina; Gaetano Silvestri, presidente onorario della Corte Costituzionale; Gianfranco Anastasio, artista, architetto, componente del CdA della Fondazione Horcynus Orca e direttore della Horcynus Summer School; Paolo Benvenuti, regista e coordinatore della Scuola del Cinema dell’Università di Firenze; Gaetano Giunta, segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina. Due i nomi nuovi tra i docenti per l’edizione 2016: Gianfranco Neri, architetto e direttore del dArTe (Dipartimento di Architettura e Territorio) dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e Cirino Vasi, direttore dell’Istituto per i processi chimico fisici del CNR di Messina.

    L’Horcynus Summer School prevede moduli didattici e seminari, visite organizzate presso musei e collezioni, cantieri operativi e stage. Per informazioni sui requisiti d’accesso e per richiedere la partecipazione, oltre che per i dettagli dei moduli di insegnamento, si possono consultare il bando e il piano della didattica pubblicati sui siti della Fondazione di Comunità di Messina e della Fondazione Horcynus Orca, www.fdcmessina.org e www.horcynusorca.it.

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  10. Teatro, A-Solo della compagnia del carcere di Volterra in scena al Cilea di Reggio Calabria

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    A-Solo Horcynus Festival 2015 - winter edition

    Dopo il successo del 30 ottobre, con il prologo affidato a Mana Chuma Teatro con lo spettacolo “Come un granello di sabbia. Giuseppe Gulotta, storia di un innocente”, venerdì 13 novembre alle ore 20.30 al Teatro Cilea, per l’edizione 2015 dell’Horcynus Festival, va in scena “A-SOLO. Studi di assenza in pubblico”, una produzione VolterraTeatro – Carte Blanche – Centro Nazionale Teatro e Carcere – Compagnia della Fortezza, per la regia e drammaturgia di Armando Punzo, con Aniello Arena, musiche originali eseguite dal vivo di Andrea Salvadori.

    Lo spettacolo è stato realizzato grazie alla collaborazione dei gruppi di creazione artistica condivisa di Pomarance e Volterra (collaborazione artistica Silvia Bertoni, Laura Cleri, Emanuela Dall’Aglio, Alessandro Marzetti, Yuri Punzo, Alice Toccacieli; supervisione tecnica Carlo Gattai, Andrea Berselli; organizzazione generale Cinzia de Felice; amministrazione Isabella Brogi; coordinamento generale Domenico Netti; cura Rossella Menna) e nasce all’interno del “miracolo” che è ormai da diversi anni la Compagnia della Fortezza, fondata nel 1988 come progetto di laboratorio teatrale nel Carcere di Volterra, in Toscana, e diventato, nel corso degli anni, una delle esperienze artistiche e di risocializzazione di detenuti più premiate e apprezzate. L’attenzione rivolta alla qualità artistica da parte della Compagnia della Fortezza ne ha fatto un “caso scuola” che ha rivoluzionato stabilmente le attività artistiche all’interno e all’esterno del penitenziario (con detenuti-attori impegnati anche in tournée) e ha portato alla produzione, in media, di uno spettacolo all’anno.

    Nella nuova produzione che debutta a Reggio, il protagonista assoluto è l’attore Aniello Arena, che dopo quasi quindici anni di successi con la Compagnia della Fortezza, dopo un ruolo da protagonista nel film Reality di Matteo Garrone (Gran Prix a Cannes 2012), dopo un Nastro d’Argento come miglior attore italiano 2013 e una candidatura, nello stesso anno, ai David di Donatello come miglior attore, si cimenta in un a solo.

    Il regista Armando Punzo ha chiesto che ad accompagnare l’attore nel percorso di composizione drammaturgica fossero gli spettatori stessi, in un esperimento di creazione artistica condivisa. Attraverso una serie di appuntamenti-prove, due gruppi di cittadini di Volterra e Pomarance sono stati interlocutori diretti del regista e dell’attore, protagonisti attivi della formazione di pensieri e testi, “levatrici” di immagini e atmosfere, nonché testimoni privilegiati della magia della nascita di un nuovo spettacolo teatrale.

    In questi studi di assenza in pubblico l’artista si confronta allora di volta in volta con il pubblico in sala, chiamato a intervenire, a istituire con l’attore una relazione effettiva guidata da Armando Punzo, per stabilire insieme una qualità della presenza altra rispetto a quella ordinaria, per fare teatro.

    Aniello Arena ricostruisce così sulla scena una storia senza aneddoti e senza cronologia, in cui ripercorre per suggestioni la sua biografia riscritta, le sue maschere, le sue metamorfosi, le figure ormai storiche a cui ha dato vita negli anni, facendo riemergere le parole e i pensieri che hanno innescato, guidato, modellato il suo personale atto di sospensione, il suo straordinario percorso artistico, filosofico e umano.