Category Archive: Fondazione Horcynus Orca

  1. Horcynus Summer School 2019 in “conservazione e restauro delle opere d’arte contemporanee”

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    Le molte iniziative sostenute da musei d’arte contemporanea, da istituzioni pubbliche e da privati dimostrano a livello sia nazionale che internazionale una crescente domanda formativa nel settore della conservazione e restauro dell’arte contemporanea. Dopo le positive esperienze delle tre precedenti edizioni, valutati i significativi riscontri sugli esiti formativi e professionali, la Scuola EuroMediterranea di Economia Etica, di Bellezza e di Pace “S.E.M.E.R” per il 2019 ripropone la “Summer School in conservazione e restauro delle opere d’arte contemporanee” con l’obiettivo ampliarne e consolidarne il progetto formativo.

    La Summer school 2019 si propone di aggiornare e formare giovani studenti universitari e laureati che intendono operare nel settore della tutela e conservazione dell’arte moderna e contemporanea, fornendo loro le fondamentali informazioni e gli strumenti operativi di tipo storico, tecnico, scientifico e normativo. Il percorso formativo, caratterizzato da un indirizzo prevalentemente tecnico-operativo, consentirà di affrontare in maniera critica le principali problematiche relative alla conservazione ed al restauro dell’arte contemporanea. È noto infatti che in questo ambito, per le tecniche di esecuzione e per i particolari materiali adottati, sono spesso richiesti interventi e trattamenti diversificati rispetto a quelli impiegati nella conservazione di opere eseguite con tecniche tradizionali. In ogni modulo didattico è prevista la docenza di qualificati professionisti ed esperti, con esperienze consolidate in ambito scientifico e conservativo.

    La direzione e il coordinamento della Summer School sono affidati a Gianfranco Anastasio. I docenti sono scelti fra i più noti esperti nel campo del restauro e della conservazione, provenienti, oltre che dalle istituzioni organizzatrici, da prestigiose istituzioni pubbliche e private, quali: Opificio delle Pietre Dure, Peggy Guggenheim Collection, Accademia di Belle Arti di Brera, Milano, ISIA di Firenze, Istituto IPCF del CNR di Messina.

    Clicca per scaricare il bando per le 14 borse di studio per la partecipazione all’”Horcynus Summer School 2019 in conservazione e restauro delle opere d’arte contemporanee”

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  2. Dal 20 marzo al 4 aprile torna a Reggio l’Horcynus Festival

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    Appuntamenti diffusi in città con l’arte contemporanea, la musica, il cinema e il teatro tra il Torrione Sud del Castello, il Miramare, l’Auditorium Zanotti Bianco, il Cineteatro Metropolitano e il Teatro Cilea

    Per l’ottavo anno consecutivo, torna sulla sponda calabrese dello Stretto l’Horcynus Festival, evento dedicato alle arti performative organizzato dalla Fondazione Horcynus Orca, in collaborazione con Fondazione di Comunità di Messina, Fondazione con il Sud e Cineclub Internazionale Distribuzione, con il finanziamento del PAC Offerta culturale Azione 1 Tipologia B – Annualità 2018. Il tema di questa edizione è Metamorfosi, per puntare l’attenzione sulle trasformazioni che la società e l’economia, ma anche la stessa Fondazione, sta attraversando, oggi più che mai.

    «Promuoviamo da oltre 15 anni percorsi internazionali di ricerca sulle economie sociali e solidali, sulla finanza etica ma soprattutto sulle arti – spiega Gaetano Giunta, segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina – che più di ogni altro sapere umano hanno la capacità di anticipare bisogni, desideri e visioni dei popoli. Lo facciamo a partire dallo Stretto, guardando verso questo Mediterraneo così drammaticamente diseguale ma anche verso altre aree del sud del mondo come Cuba in cui la Fondazione di Comunità di Messina – Distretto Sociale Evoluto, che sostiene da sempre l’Horcynus Fest, sta cominciando a operare per sostenere in modo durevole policy di trasformazione e di sviluppo umano sostenibile. Il festival quest’anno si ispira e segue queste visioni, traducendole in Metamorfosi»

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    L’Horcynus Festival si apre il 20 marzo e si chiude il 4 aprile nel Torrione Sud del Castello Aragonese con l’installazione “Casalaina – Primo movimento: prologo del grillo” di Emilio Isgrò, uno dei nomi dell’arte italiana più conosciuti e prestigiosi a livello internazionale. L’opera, visitabile gratuitamente (giovedì alle 17:30 visita guidata con il curatore Marco Bazzini), anticipa la mostra in programma in autunno ed è un omaggio alla libertà e creatività della gente del sud, celebrate attraverso le composizioni del musicista messinese Riccardo Casalaina, conosciuto come “Mozart redivivo” per il suo precoce virtuosismo, stroncato dal terremoto del 1908. Le sue note, prodotte da grilli, eco di un lungo pomeriggio d’estate, si trasformano in formiche pronte a invadere i vecchi muri della torre del Castello, dopo essersi impossessate del pianoforte bianco e dello spartito.

    Sabato 23 marzo alle ore 21:00 al Miramare, per il primo concerto della sezione “Musica Nomade”, il live di Serena Della Monica – Le Ninfe della Tammorra che portano sullo Stretto il loro Femmene Tour. Nella loro musica, la necessità di raccontare e rendere attuale l’antica cultura popolare Campana e del Sud Italia si traduce in un linguaggio musicale che si sposa con il teatro-danza, evocando sonorità mediterranee mixate a ritmi urbani della musica moderna, alla ricerca di un connubio di world music e world dance.

    Martedì 26 marzo alle ore 21:00 all’Auditorium Zanotti Bianco spazio al teatro con “Le stanze di Ulrike”, di e con con Silvia Ajelli, regia di Rosario Tedesco, produzione Teatro Biondo Palermo in collaborazione con Orestiadi di Gibellina. Perché una colta, intelligente e raffinata giornalista inizia a sentirsi scomoda nel paese in cui vive? Perché non si riconosce più nel ruolo che la società le cuce addosso? Come mai finisce per diventare il capo ideologico di una banda di terroristi con la parrucca? Una storia di terrorismo in Germania durante gli anni ’60-’70 che affronta in chiave umana e non ideologica le utopie rivoluzionarie del secolo scorso, ponendo domande scomode, riproposte improvvisamente dal nostro presente.

    Da mercoledì 27 a venerdì 29 marzo al Cineteatro Metropolitano è in programma la sezione di cinema dell’Horcynus, con un focus dedicato ai Balcani e le proiezioni del documentario “Cinema Komunisto” di Mila Turajlic, dei film “Dall’altra parte” di Zrinko Ogresta, “Sami Blood” di Amanda Kernell, “Vangelo” di Pippo DelBono e “Sofia” di Meryem Benm’Barek.

    Giovedì 28 marzo alle ore 21:00, sempre al Cineteatro Metropolitano, appuntamento con la nuova drammaturgia per il reading teatrale “F-AIDA” di Salvatore Arena e Massimo Barilla con Salvatore Arena e musiche dal vivo di Luigi Polimeni. Un anticipo della produzione Mana Chuma Teatro, co-prodotto dall’Horcynus Fest, che debutterà in estate e affronta l’impossibilità della metamorfosi personale e sociale in contesti estremi.

    Domenica 31 marzo alle ore 21:00 al Teatro Francesco Cilea per l’ultimo appuntamento live del festival è in programma il reading – concerto “Bestemmia d’amore” di Enzo Avitabile e Pippo DelBono. Un canto in cui le parole di Pippo DelBono diventano la musica, originale e unica, di Enzo Avitabile, che coniuga blues, jazz, funky, rock con il classico e il barocco, fino ad abbracciare l’antica tradizione popolare e napoletana. Un concerto per parlare di questo tempo volgare e sacro, nero e luminoso, duro e dolce. Per parlare ancora dell’amore bestemmiato, ferito, affogato, ucciso, rinato, ucciso ancora, ancora vivo, in un esempio di musica totale.

  3. Horcynus Edu Fest 2019, selezione delle scuole partner

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    La Fondazione Horcynus Orca in occasione della realizzazione del progetto Horcynus Edu Fest, cofinanziato dal Miur nell’ambito dell’Avviso “Cinema per la Scuola – Buone Pratiche, Rassegne e Festival” indice un invito a presentare manifestazioni di interesse per la selezione di Istruzione Secondaria nell’area dello Stretto di Messina in qualità di partner di progetto.

    Horcynus Edu Fest mette a sistema i programmi della Fondazione Horcynus Orca nell’area dello Stretto di Messina, che includono percorsi di indagine permanenti e ormai ventennali sulla cinematografia del Mediterraneo, ricerca e innovazione tecnologica su nuove forme di cinema interattivo, partnerariati stabili con le agenzie formative formali e informali del territorio, attraverso la realizzazione di un progetto sistemico-territoriale per la promozione della cultura cinematografica, della multiculturalità e di nuovi linguaggi visivi innovativi.

    Cliccando qui si può scaricare il bando in cui sono illustrate nel dettaglio le azioni previste da Horcynus Edu Fest 2019.

    Cliccando qui, invece, si scarica la Manifestazione di interesse per la selezione delle Scuole partner del Progetto Horcynus Edu Fest da realizzarsi nell’ambito dell’Avviso del Miur “Cinema per la Scuola –Buone Pratiche, Rassegne e Festival”.

  4. Horcynus Lab Festival, cooperazioni strategiche per generare Metamorfosi

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    Dal 25 settembre al 5 ottobre, tra Mirabella Imbaccari e Messina, le principali reti internazionali  dell’economia sociale e della finanza etica incontrano i territori del bacino euro mediterraneo impegnati a sperimentare processi di trasformazione

    La Fondazione di Comunità di Messina e la Fondazione Horcynus Orca, in collaborazione con REVES, la Rete Europea delle Città e delle Regioni per l’Economia Sociale, organizzano in Sicilia, tra Mirabella Imbaccari (Ct) e Messina, “Metamorfosi”, un progetto dell’Horcynus Lab Festival, declinazione internazionale della nuova architettura dell’Horcynus Festival.

    Dal 25 settembre al 5 ottobre, “Metamorfosi” è occasione di incontro tra le principali reti mondiali dell’economia sociale e della finanza etica e i territori di eccellenza dei paesi sulle due sponde del Mediterraneo che già sperimentano uno sviluppo responsabile sul piano sociale, culturale e ambientale. “L’obiettivo – spiega il segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina, Gaetano Giunta – è ribadire la necessità di costruire, a partire in questo caso dalla Sicilia e da Messina, cooperazioni strategiche per promuovere e condividere processi di trasformazione del pensiero e delle pratiche socio-economiche, dei sistemi di istruzione e conoscenza, dei modelli produttivi e di consumo, delle politiche energetiche, così come dei modelli di governance locale e globale che possano generare alternative al paradigma socio-economico dominante, basato su un approccio essenzialmente utilitaristico, causa di disarmonie e contraddizioni quali un aumento catastrofico della diseguaglianza, distruzione dilagante delle risorse naturali e socio-relazionali e uno sconvolgimento climatico epocale”.

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    In questa prospettiva la Fondazione di Comunità di Messina ha da tempo avviato un cambiamento statutario per trasformarsi nella Fondazione delle Comunità delle Periferie del Mondo, cioè, in un cluster di Fondi territoriali destinati a sostenere, oltre che nell’area dello Stretto di Messina, in modo durevole, policy di trasformazione e di sviluppo umano sostenibile in diversi territori della sponda sud del Mediterraneo e in altre aree del sud del mondo come Cuba. Come sempre, l’Horcynus Festival accompagna e sostiene le visioni e le strategie della Fondazione di Comunità. Per questa ragione ha scelto di modificare la propria architettura ri-strutturandosi in tre articolazioni: l’Horcynus Lab Festival, l’Horcynus Social festival e l’Horcynus Educational festival.

    “La prima articolazione – prosegue Gaetano Giunta – ogni anno, a partire dalla presente edizione, raccoglierà fra i diversi nodi dei cluster territoriali d’eccellenza esperienze, pratiche, paradigmi e prototipi tecnologici, sociali ed economici esplicitamente orientati a sperimentare processi di trasformazione e metamorfosi sui rispettivi territori: in termini più poetici – conclude Giunta – si direbbe che raccoglierà i diversi nodi di sistemi locali che stanno consapevolmente cercando terre future”. Le ricerca parallela di produzioni culturali originali è giustificata dalla convinzione che le estetiche (arti visive e cinema) più di ogni altro sapere umano hanno la capacità di anticipare visioni, bisogni e desideri dei popoli. L’Horcynus Social Festival e l’Horcynus Educational Festival hanno invece il compito di massimizzare l’impatto sociale ed educativo delle ricerche e delle sperimentazioni culturali e socio-economico-ambientali. L’Horcynus Social Festival è finalizzato a diffondere le idee nuove e le pratiche di sviluppo umano attraverso produzioni culturali e cinematografiche originali, con particolare attenzione alle periferie più estreme. L’Horcynus Educational Festival, infine, opererà in collaborazione con le principali agenzie educative e supporterà i processi di conoscenza e di condivisione dei giovani attorno agli snodi contemporanei più significativi e urgenti.

    Nel programma di “Metamorfosi”, tra le principali sezioni, l’Omaggio a Jens Nillson, con il seminario di studi dedicato al co-fondatore e primo presidente di REVES ed Europarlamentare, in programma a Mirabella Imbaccari, presso Palazzo Biscari, il 26 settembre; il workshop internazionale di Messina del 27 e del 28 settembre, che prende il titolo del Festival, “Metamorfosi”, finalizzato all’istituzione di Semer, la scuola euro-mediterranea di economia etica, di bellezza e di pace, quale strumento strategico a sostegno dello sviluppo umano di territori del bacino del Mediterraneo e della connessione tra essi; la sezione dedicata alla presentazione di prototipi e azioni di innovazione sociale, orientati a sperimentare processi di trasformazione nei territori; gli eventi speciali, tra cui si segnala il 29 settembre alle 10.30, presso il Parco Horcynus Orca di Capo Peloro, il workshop sulla bozza di legge sul budget di salute a cura della Fondazione di Comunità di Messina e della rete Res-Int, coordinato da Francesco Marsico di Caritas Italiana, con la partecipazione del Presidente Emerito della Corte Costituzionale, Prof. Gaetano Silvestri; gli incontri tra partenariati, con il gruppo di lavoro per lo sviluppo di nuovi strumenti di finanza etica, cui partecipano MECC s.c. e SEFEA IMPACT s.g.r. e quello sul progetto “Ecologia integrale per i diritti dell’infanzia”.

    Infine, in continuità con le proposte dell’Horcynus Festival, la doppia sezione cinematografica, “Mare di Cinema Arabo” e “Arcipelaghi della Visione”, quella teatrale “Migrazioni tra terra e mare” con la consegna, il 30 settembre, del premio Horcynus Orca 2018 a Mimmo Cuticchio e, infine, per “Musica Nomade”, il concerto Fingerprint presso il Museo Macho di Capo Peloro.

    Clicca per scaricare il programma di “Metamorfosi” in pdf

  5. Terminata la produzione di Primula Rossa, il docufilm che racconta la liberazione dall’Ospedale Psichiatrico Giudiziario

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    PRIMULA ROSSA (The Scarlet Pimpernel) TRAILER from Fondazione di Comunità Messina on Vimeo.

    È terminata la produzione di Primula Rossa, il docufilm ispirato a una vicenda vera, la storia di Ezio Rossi (Ennio nel film, interpretato dall’attore messinese Salvatore Arena), ex terrorista dei NAP (Nuclei Armati Proletari), che ha passato gran parte della sua vita tra il carcere e l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG).

    Girato tra la Sicilia e l’area dello Stretto di Messina (Casalvecchio Siculo, Longi, Mistretta e, a Messina, Forte Petrazza, Parco Horcynus Orca, Palazzo dei Leoni e Liceo Ainis), Primula Rossa propone la storia di uno psichiatra, Lucio, interpretato da David Coco, che non ha smesso di ricercare percorsi umani capaci di restituire diritti di cittadinanza e libertà a persone internate in OPG, contrapposta a una realtà istituzionale ancora condizionata da stigmi e paure che determinano il perpetuarsi di vecchie e nuove istituzioni totali, ancora oggi a 40 anni dalla legge Basaglia sul superamento degli Ospedali Psichiatrici.

    Il film mostra come Ezio/Ennio e le altre persone internate in OPG trovino una possibilità di comunicazione con lo psichiatra, che incarna la volontà di ricercare strade nuove, perché l’umanità, se autentica, può oltrepassare qualunque differenza, ogni confine e ogni distanza. Un progetto comune e duraturo di vita liberata diviene possibile soltanto quando si costruiscono progetti economico-sociali altri, caldi, inclusivi, generativi, che lottano le mafie e che scelgono come testate d’angolo le persone più escluse. E qui è esplicito il riferimento alla paradigmatica esperienza messinese del Distretto Sociale Evoluto, riferimento che, soltanto intravisto con discrezione nelle scene finali, assume una dimensione filosofica.

    Lucio e il nuovo mondo incontrato rappresentano quel grande potenziale di trasformazione che nasce quando le risorse umane, professionali, economiche di una comunità vengono utilizzate non per controllare, tenere rinchiusi ed esclusi gli altri, ma per aiutarli a vivere, lavorare ed abitare in un luogo scelto.

    Nel lungometraggio s’intrecciano due percorsi: quello ricostruito da documenti d’archivio che evidenzia come paure, stigmi ed egoismi economici perpetuino forme vecchie e nuove di istituzioni totali e quello di fiction che narra come in Italia dalla fine degli anni ’70 non si è più smesso di cercare e sperimentare strade pienamente umane capaci di restituire diritti di cittadinanza alle persone deboli ed escluse. Il finale del docufilm mostra che queste strade, rispettose della dignità di ogni essere umano, non solo sono possibili, ma sono vere!

    Primula Rossa è una coproduzione Radical Plans, della Fondazione di Comunità di Messina in collaborazione con la Fondazione Con il Sud, della Fondazione Horcynus Orca, di Ecos-media (casa di produzione cinematografica di Ecos-med), di Mana Chuma Teatro e di Talento Dinamico. Tra la Sicilia e l’area dello Stretto di Messina, nei luoghi del Distretto Sociale Evoluto, prende corpo la produzione del film. Si gira a Casalvecchio Siculo, a Longi, a Mistretta e a Messina (Forte Petrazza, Parco Horcynus Orca, Palazzo dei Leoni e Liceo Ainis le location). Coerentemente con la scelta di impegno civile della produzione, gli incassi del film saranno destinati, al netto delle spese, a sostenere i progetti evoluti di lotta alla povertà della Fondazione di Comunità di Messina e più in particolare a sostenere i progetti personalizzati di liberazione degli ex internati dell’Ospedale Psichiatrico di Barcellona P.G.

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  6. Horcynus Festival ’17, arti performative a confronto con le periferie geografiche ed esistenziali

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    Dal 16 agosto, con la prima serata a Scilla, e fino a dicembre, tra le due sponde dello Stretto, torna l’Horcynus Festival, a cura della Fondazione Horcynus Orca.

    Nel prologo di questa XV edizione, che si è svolto lo scorso 25 luglio, protagonista l’Orchestra del Teatro Cilea di Reggio Calabria in concerto al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro, è stato presentato il tema del Festival: un percorso di ricerca sul dialogo tra arti performative e le periferie e i margini, intesi non solo in senso geografico ma anche come approccio non convenzionale ai linguaggi artistici e sopratutto come condizioni di disagio e di rischio esistenziale.

    In tal senso, il Festival offre una lettura dei fenomeni migratori che – nelle parole di Gaetano Giunta, segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina, che da anni co-organizza l’evento – “possono innestare trasformazioni sociali, culturali ed economiche necessarie per territori oggi tristi dal punto di vista demografico e dello sviluppo”.

    Scarica il programma completo del Festival

    Gli appuntamenti a Scilla

    L’edizione 2017 dell’Horcynus Festival prende dunque il via a Scilla, in Piazza San Rocco, con la sezione “Mare di Cinema Arabo”, curata dal giornalista italo-iracheno Erfan Rashid. In programma, a partire dalle 21.30 del 16, la proiezione di  “Baghdad Photographer” di Majd Hameed (Iraq), “The Deep” e “Sta Per Piovere” di Haider Rashid (Italia – Iraq), considerato dalla critica un ottimo film per riflettere sul tema dello “ius soli”. Il 17 agosto, a Scilla, le proiezioni di “Submarin”, di Monia Akl e “Mahbas – Solitario”, di Sophie Petrous, entrambi film libanesi.

    “Tra Scilla e Messina assisteremo a proiezioni di cinema da Iraq, Libano ed Egitto – spiega Rashid – Crediamo che il cinema sia uno strumento utile e l’Horcynus Festival un luogo adatto, per la necessaria opera di recupero della centralità di questi paesi che vivono una quotidianità tragica, ignorata, quasi fossero una periferia da dimenticare e non realtà del centro del Mediterraneo, dai media e dal dibattito pubblico”.

    Il 20 agosto, alle 22.00, ancora in piazza San Rocco, per la sezione “Musica Nomade” diretta da Giacomo Farina, è in programma il concerto dei Kalàscima. “Mai Musica Nomade – spiega Farina – ha presentato le proprie proposte musicali così come nascono ma ha sempre introdotto delle “turbative”, a volte anche rischiose, per ipotizzare futuri scenari culturali, nuove mescolanze di stili e linguaggi per fotografare la Nuova Cittadinanza Mediterranea fatta di uomini e donne che fanno viaggiare i propri desideri e le proprie arti ancor prima di loro stessi. Tutto questo con i Kalascìma, una delle più importanti ed innovative band del nuovo panorama della musica world italiana non è necessario: il loro melting pot, la sapiente mescolanza di suoni antichi con l’elettronica, la solennità mista alla leggerezza che portano sul palco é perfettamente in sintonia con il percorso fatto negli anni con i concerti proposti all’Horcynus Festival”.

    Il 22 agosto, all’Anfiteatro Comunale di Scilla, si apre “MigrAzioni tra terre e mare”, la sezione teatrale dell’Horcynus Festival diretta da Massimo Barilla, dedicata al teatro di innovazione, i cui contenuti sono orientati soprattutto ai temi fondanti dell’area dello Stretto. Alle 21.30, in scena “La crepanza, ovvero come danzare sotto il diluvio”, della compagnia Maniaci d’Amore.

    Gli appuntamenti a Messina

    Il 18 agosto l’Horcynus Festival torna al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro. A partire dalle 21.00, ancora per la sezione “Mare di Cinema Arabo”, in programma una serie di cortometraggi selezionati al Festival di Corti di Baghdad, accomunati da un focus sulla vita delle persone che abitano in una zona di conflitti in corso, e il lungometraggio “Withered Green” del regista egiziano Mohammed Hammad. Il regista, che con questa pellicola ha vinto il premio di miglior film al Festival di Dubai, incontrerà il pubblico al termine della proiezione.

    Alle 23.00, in chiusura di serata, per la sezione “Arcipelaghi della Visione”, curata dal regista Franco Jannuzzi, in programma la visione del film francese “Il medico di campagna”, di Thomas Lilti.

    “Già in questa prima proiezione si intuisce il senso che ho dato alla mia selezione di film per riflettere sul tema dell’edizione 2017 del Festival – spiega Jannuzzi – Ci troveremo di fronte a luoghi e situazioni che, apparentemente distanti dalle nostre abitudini, rappresentano in realtà centri cardine di rivoluzioni o rinascite”.

    Sabato 19 agosto, al Parco Horcynus Orca, ancora a partire dalle 21.00, nuova proposta di corti selezionati al festival di Baghdad. Ospite della serata il direttore del Festival Hikmat Muttashar Majeed Al Beedhan, per approfondire con una viva testimonianza gli spunti offerti dalle proiezioni sulla complessa situazione irachena. Due i lungometraggi in programma. Per “Mare di Cinema Arabo”, il film del regista Hussein Hassan “Rasha Ba – Lo stormo Nero”. Per Arcipelaghi della Visione, a partire dalle 23.00, “Aquarius” del brasiliano Kleber Mendonça Filho, con Sonia Braga.

    Il 20 agosto, dalle 21.00 in programma la proiezione dei film libanesi già presentati a Scilla (“Submarine” di Mounia Akl, “Mahbas – Solitario” di Sophie Boutrous”) per “Mare di Cinema Arabo” e, a seguire, “Deserto Rosso” di Michelangelo Antonioni, con Monica Vitti e Richard Harris, per “Arcipelaghi della visione”.

    Il 21 agosto si apre il focus che il Festival dedica al regista e sceneggiatore russo Andrej Tarkovskij, protagonista con la sua opera nella seconda metà del Novecento. Alle 21.00 sarà proiettato  il documentario “Tempo di viaggio”, realizzato da Tarkovskij con Tonino Guerra nel 1982. A seguire uno dei capolavori del regista russo, “Nostalghìa”, del 1983. Tra le due proiezioni, l’incontro con Andrea Ulivi, vice-presidente dell’Istituto Internazionale Andrej Tarkovskij. All’Istituto sarà assegnato il Premio Horcynus Orca per questa edizione del Festival, per l’opera di conservazione e promozione dell’archivio dell’opera del regista, custodito a Firenze. L’Istituto sta curando la pubblicazione di materiali sia editi che inediti all’interno della collana Stalker, diretta dallo stesso Ulivi con la collaborazione del figlio del regista.

    Il Focus Tarkovskij offrirà al pubblico dell’Horcynus Festival anche le proiezioni di “Solaris” (23 agosto, ore 22.00) e “Lo Specchio”, (24 agosto, ore 23.00), oltre allo spettacolo di danza contemporanea “Zona Tarkovskij”, a cura della compagnia Versilia Danza, con Angela Torriani Evangelisti (23 agosto, ore 21.00) e ad un secondo incontro con il vicepresidente dell’Istituto Internazionale Andrej Tarkovskij, Andrea Ulivi, in programma il 23 agosto alle 23.15.

    Inoltre, nell’ambito del focus, il Festival propone “2001, Odissea nello spazio” di Kubrick (22 agosto, ore 22.00), di cui “Solaris” di Tarkovskij è considerato la risposta russa, e il remake dello stesso “Solaris”, con George Clooney e la regia di Steven Soderbergh (25 agosto, ore 23.00).

    A settembre, tra Messina e Reggio Calabria, l’Horcynus Festival curerà, in collaborazione con l’Istituto, la mostra fotografica “Lo specchio della memoria”, che presenta un confronto, utile per riflettere sull’opera del regista russo, tra i ritratti fotografici di famiglia della famiglia Tarkovskij, scattati negli anni ’30 e le foto di scena del film autobiografico del regista “Lo Specchio”.

    Dal 26 agosto, la sezione teatrale del Festival ha in programma, a Messina, in collaborazione con la rete Latitudini, gli spettacoli “Amunì – Il rispetto di una puttana”, regia di Giuseppe Provinzano, (26 agosto, ore 21.45) e “Fiesta”, regia di Giuseppe Massa, a cura della compagnia Sutta Scupa (27 agosto, ore 21.45).

    Il primo è frutto del lavoro del regista Provinzano con la compagnia multietnica Amunì, composta da migranti provenienti dal Mali, dalla Nigeria, Dal Marocco, dalla Tunisia e dall’Iraq.

    “Fiesta” è realizzato con un gruppo di ragazzi coinvolti nel laboratorio “Il palcoscenico della legalità” del carcere minorile Malaspina di Palermo.

    Completano il programma di agosto, a Messina, l’Omaggio a Charlie Chaplin (22, 26 e 27 agosto, ore 21.00), la proiezione del documentario ‘Cca (24 agosto, ore 21.00), di Giancarlo Cutrona, che racconta la vita rurale in Sicilia e, per “Arcipelaghi della Visione”, il film “La giusta distanza” di Carlo Mazzacurati (25 agosto, ore 21.00). Nell’occasione saranno ospiti del Festival l’attore tunisino Ahmed Hafiene, star in patria e protagonista ne “La giusta distanza” e Francesca Bellino, giornalista e autrice del romanzo ambientato in Tunisia “Sul corno del rinoceronte”.

    Il Festival è una produzione della Fondazione di Comunità di Messina, in collaborazione con la Fondazione Horcynus Orca, il Global Fund for Community Foundations, la Regione Calabria, nell’ambito del bando sugli eventi culturali del 2017, e la Regione Sicilia nell’ambito del programma Sensi Contemporanei.

    Nel corso del Festival saranno annunciati gli appuntamenti in programma da settembre a dicembre 2017.

  7. 24 e 25 luglio, le anticipazioni dell’Horcynus Festival 2017

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    Dal 18 agosto al 10 settembre è in programma, tra Messina, Scilla e Reggio Calabria, l’edizione 2017 dell’Horcynus Festival.

    Lunedì 24 e martedì 25 luglio, al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro, due eventi anticipano la programmazione.

    Il 24, alle 19.00, nella Sala Vincenzo Consolo è in programma la presentazione performativa, tra reading e concerto, del libro “Del sangue e del vino” (ed. Rubbettino). Protagonista l’autore del libro, Ettore Castagna, storico animatore del gruppo musicale Re Niliu, che dagli anni ’80 sperimenta sul solco della musica popolare calabrese.

    Martedì 25 luglio, alle 21.00, sul palco all’aperto del Parco Horcynus Orca, è in programma il concerto “Il Mediterraneo è qui”, prodotto della Fondazione di Comunità con il contributo del Global Fund for Community Foundations e organizzato in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Messina. L’Orchestra del Teatro Cilea di Reggio Calabria eseguirà un repertorio di musiche mediterranee e africane riarrangiate dal Maestro Luigi Polimeni. Ospiti dell’orchestra i musicisti Faisal Taher e Jalì Diabaté.

    “Abbiamo proposto all’Orchestra del Cilea – spiega Giacomo Farina per la Fondazione di Comunità e la Fondazione Horcynus Orca – di eseguire brani selezionati durante laboratori di ascolto musicale organizzati con i migranti minori non accompagnati ospiti di alcuni centri di accoglienza messinesi – Casa Ahmed, Casa Amal e dello SPRAR per donne vulnerabili – Sono brani provenienti dalla tradizione musicale di Senegal, Nigeria, Mali, Egitto e Camerun. Una bellissima esperienza di programmazione musicale partecipata che certamente proseguirà – conclude Farina – con altri laboratori di ascolto, percorrendo anche altri generi”.

    “Il concerto del 25 luglio – aggiunge Gaetano Giunta, segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina – ha l’obiettivo di affermare con chiarezza che i fenomeni migratori possono innestare trasformazioni sociali, culturali ed economiche necessarie per territori oggi tristi dal punto di vista demografico e dello sviluppo. Questo avviene certamente a condizione che i processi d’integrazione si svolgano dentro paradigmi diffusi di welfare di comunità e che venga combattuta ogni logica speculativa che da una parte reclude e tiene separati i migranti e dall’altra parte arricchisce chi gestisce con cinismo i servizi di intermediazione e di contenimento. L’esecuzione delle musiche selezionate con le comunità di migranti ospiti nella nostra città – conclude Giunta – testimonierà in modo palese come ogni territorio, ogni comunità, ogni etnia, ogni persona è portatrice di cultura e talento per tutto il resto della società”.

  8. Edizione 2017 dell’Horcynus Summer School: il bando per partecipare

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    Diciannove giorni di lezione, tra il 14 luglio e l’1 agosto, per un totale di 150 ore: è il percorso formativo riservato a diciotto studenti da selezionare tramite bando della III edizione dell’Horcynus Summer School in conservazione e restauro delle opere d’arte contemporanee.

    La Summer School è organizzata a Messina da S.E.M.E., scuola EuroMediterranea di Economia Etica, di Bellezza e di Pace, promossa dalla Fondazione di Comunità di Messina, in collaborazione con la Fondazione Horcynus Orca, Ecos-Med coop. soc., Università degli Studi di MessinaUniversità Mediterranea di Reggio Calabria, con la direzione e il coordinamento di Gianfranco Anastasio.

    La Summer School intende fornire gli strumenti di base per gli studenti che intendono operare nel settore della tutela e conservazione dell’arte moderna e contemporanea. I moduli didattici, suddivisi tra lezioni frontali, seminari, stage e cantieri di restauro con opere provenienti da collezioni pubbliche e private, sono condotti da qualificati professionisti ed esperti, provenienti, oltre che dalle istituzioni organizzatrici, da prestigiose istituzioni pubbliche e private: Opificio delle Pietre Dure di Firenze, Peggy Guggenheim Collection, Accademia di Belle Arti di Brera, Istituto per i processi chimico-fisici del CNR di Messina, con il quale è stato sottoscritto un programma di collaborazione triennale.

    Tutte le informazioni sui requisiti di accesso e per richiedere l’iscrizione, sono pubblicate nel “Bando per 18 borse di studio per la partecipazione all’Horcynus Summer School 2017 in Conservazione e Restauro delle Opere d’Arte Contemporanee”.

    N.B.: la scadenza per partecipare al Bando è posticipata al 6 luglio.

    Approfondimenti nel dossier di presentazione della terza edizione.

  9. Horcynus Fest anche on demand

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    A pochi giorni dall’evento conclusivo dell’Horcynus Festival autunnale “Isole – Non isole”, che ha salutato il pubblico dopo una tre giorni intensa sulle sponde dello Stretto e incontri con oltre 250 studenti calabresi, la Fondazione Horcynus Orca rilancia il suo impegno a mettere a disposizione di tutti il patrimonio artistico acquisito grazie alla collaborazione con la Fábrica de Arte Cubano. Dall’incontro con l’istituto culturale, rappresentato dal responsabile delle relazioni esterne Maysel Bello Cruz, è nata la sezione cubana dell’archivio audiovisivo della Fondazione Horcynus Orca. Uno spaccato della situazione artistica ma anche socio-economica e politica che si respira nell’isola caraibica, in oltre 60 titoli tra pellicole cinematografiche, animazione, corti, documentari e video arte. Un patrimonio che da oggi è aperto gratuitamente alla consultazione al Parco Horcynus Orca e a disposizione delle istituzioni educative e culturali calabresi che ne fanno richiesta.

    «Questa selezione di opere – ha spiegato durante l’Horcynus Fest Bello Cruz –  proviene per la maggior parte da due fondi, la Muestra Joven e la Fondazione tedesca Ludwig, mentre gli autori sono giovani artisti cubani. La selezione per la fondazione Horcynus Ora comprende opere contemporanee, realizzate tra il 2009 e il 2016, che desideriamo vengano proposte all’attenzione del pubblico italiano e mondiale, nello spirito di apertura e contaminazione tra le arti che caratterizza la Fábrica de Arte Cubano, una sorta di isola dentro l’isola, epicentro e luogo d’incontro di artisti cubani e internazionali, dove si respira arte in ogni forma».

    La collaborazione tra la Fondazione Horcynus Orca e la F.A.C., nata dalla riconversione di un vecchio stabilimento industriale nel principale centro culturale del paese, si iscrive a pieno titolo nel percorso di internazionalizzazione che sta intraprendendo la Fondazione di Comunità di Messina.

     «L’Horcynus Festival on demand, così come il programma culturale dell’Horcynus Festival 2016 in generale, contribuisce a costruire una relazione organica e strutturale con Cuba – ha sottolineato ripetutamente il segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina Gaetano Giunta – che anticipa la metamorfosi della Fondazione e di tutto il Distretto Sociale Evoluto, di cui la Fondazione Horcynus Orca fa parte. La Fondazione di Comunità di Messina si sta trasformando nella Fondazione delle comunità delle periferie del mondo. Periferie esistenziali e geografiche dove risulta vitale sperimentare nuovi paradigmi integrati di sviluppo economico e umano che declinano il bisogno irrisolto di libertà, eguaglianza, giustizia e rispetto dell’ambiente di cui ha sete gran parte dell’umanità».

     ph. Marco Costantino

  10. Dal 3 al 6 dicembre è ancora Horcynus Fest

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    È dedicata a Cuba e all’evoluzione internazionale della Fondazione di Comunità di Messina la sessione autunnale dell’Horcynus Festival 2016 “Isole – Non isole”, in programma da sabato 3 dicembre al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro fino a martedì 6 dicembre all’ex hotel Miramare di Reggio Calabria. Ci interrogheremo, come sempre attraverso il peculiare angolo di lettura offerto dalle arti performative, sulla fase storica che sta vivendo Cuba, in piena transizione dopo il voto dell’Onu a sostegno del superamento dell’embargo e la recentissima morte di Fidel Castro.

    «L’Horcynus Festival 2016 – sottolinea il direttore artistico Massimo Barilla – è uno degli eventi storicizzati finanziati quest’anno dalla Regione Calabria. Mentre finora abbiamo lavorato prevalentemente sul Mediterraneo, adesso ci apriamo al mondo, coinvolgendo Cuba e la Fábrica de Arte Cubano, a cui ci accomuna una consonanza di filosofia e approcci che nasce dalla scelta di analizzare molteplici linguaggi artistici, di concentrarci sugli scambi tra arti e culture diverse. Il dialogo con Cuba sarà stabile, non sarà legato esclusivamente a questo momento storico di transizione per l’isola, di cui riteniamo fondamentale discutere».

    «Il programma culturale dell’Horcynus Festival 2016 contribuisce a costruire una relazione organica e strutturale con Cuba – aggiunge il segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina Gaetano Giunta – che anticipa la trasformazione della Fondazione e di tutto il Distretto Sociale Evoluto, di cui la Fondazione Horcynus Orca fa parte. La Fondazione di Comunità di Messina si sta, infatti, trasformando nella Fondazione delle comunità delle periferie del mondo per sperimentare, oltre che nell’area dello Stretto, anche in altre parti del sud del mondo, a partire da Cuba e dal nord del Brasile, nuovi paradigmi di sviluppo economico e umano che declinano il bisogno irrisolto di libertà, eguaglianza, giustizia e rispetto degli ecosistemi di cui ha sete l’intero pianeta».

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