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Fondazione Horcynus Orca

Centro di ricerca sulle tecnologie ambientali, polo mediterraneo per le arti contemporanee e per l’economia solidale, centro di divulgazione scientifica, la Fondazione Horcynus Orca da anni promuove percorsi internazionali di ricerca sulle economie sociali e sulle estetiche del Mediterraneo (arti visive, cinema, letteratura, musica), che più di ogni altra forma del sapere umano hanno la capacità di anticipare bisogni, desideri e visioni dei popoli.

La Fondazione Horcynus Orca, inserita nel cluster che ha dato vita alla Fondazione di Comunità di Messina, nasce dal partenariato tra enti di ricerca (le Università degli Studi di Messina e di Reggio Calabria, gli Istituti del CNR dell’area, il centro di ricerca multidisciplinare Ecos-Med), imprese a responsabilità sociale e ambientale, istituzioni e attori del terzo settore che favoriscono l’espansione delle principali libertà personali di fasce deboli di popolazione nell’area dello Stretto di Messina.

L’Area dello Stretto  è un territorio cuspidale dove culture, economie e antropologie nei secoli sono si incontrate e confuse con una natura assai varia e ricca di biodiversità. In questi luoghi dall’innegabile forza simbolica ed evocativa, finiti da anni sotto la soglia di povertà trappola, l’attivazione di processi di risanamento sociale legati all’arte è fondamentale. Per questo, la Fondazione Horcynus Orca promuove da anni la diffusione di spazi permanenti di incontro dove ripensare relazioni ed economie, diffondere un pensiero che si alimenti e promuova eguaglianza, coesione sociale ed espansione delle libertà individuali nel segno dell’arte.

La Fondazione ha sede nel Parco diffuso Horcynus Orca, che dispone di diverse locations:

  • il complesso monumentale e l’ex tiro a volo ai margini della riserva naturale di Capo Peloro (Messina);
  • il castello medievale dei Ruffo e l’ex stazione ferroviaria di Scilla (Reggio Calabria);
  • la piattaforma Kobold, stazione sperimentale per la produzione di energia dalle correnti marine, situata in mezzo allo Stretto, al largo della costa, nei pressi di Ganzirri;
  • il Teatro Politeama Siracusa di Reggio Calabria.

Il Parco ospita archivi sulle arti visive e cinematografiche mediterranee, sulle ricchezze ambientali dello Stretto di Messina e sulla memoria antimafia assai ricchi e rari, gestiti da una filiera corta che coinvolge artisti/tecnologi di Studio Azzurro, esperti informatici, antropologi ed ex internati liberati dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario.

Le azioni permanenti di ricerca intraprese negli anni hanno permesso di attivare collaborazioni con numerosissimi organismi internazionali, tra i quali: UNDP – ONU, UNIDO – ONU, COPPEM – Rete del partenariato Euro-Mediterraneo, INNOMADES – Rete internazionale dell’economia sociale e solidale (Spagna), ACAD – Arab Center for Agricultural Development (Palestina), APFFH – Association pour la promotion de la femme et de la fille hachémite (Algeria), ENDA Inter-arabe (Tunisia), Institut pour la Méditerranée e Crédit Coopératif (Francia), Consorzio Etimos per la micro-finanza nel sud del mondo, nonché le principali biennali, università e centri culturali della sponda sud / sud-est del Mediterraneo (da Dubai, al Cairo, da Beirut a Damasco, da Algeri a Tunisi, ecc.).

Ogni anno tali percorsi di ricerca si incontrano e si intrecciano all’interno dell’Horcynus Festival, che da oltre dieci anni porta il meglio della produzione artistica internazionale sulle sponde dello Stretto di Messina.

News

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23 luglio 2017

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