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  1. Riqualificazione urbana e lotta alle diseguaglianze – scarica l’eBook

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    “Riqualificazione urbana e lotta alle diseguaglianze – L’approccio delle capacitazioni per la valutazione di impatto del programma messinese” è un eBook scaricabile gratuitamente, scritto da Liliana Leone e Gaetano Giunta ed edito da HDE – civil economy.

    Clicca qui per scaricare l’e-book

    Il progetto di riqualificazione urbana di Messina ‘Capacity’ è stato avviato nel 2017 nell’ambito del Programma Straordinario di Riqualificazione e Sicurezza delle Periferie Urbane della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il progetto ha come capofila il Comune di Messina e la Fondazione di Comunità di Messina come partner strategico. Capacity si articola in un sistema complesso di azioni correlate e sta promuovendo in modo interdipendente: la creazione di sistemi urbani e socio economici di qualità e capaci di generare alternative sui funzionamenti umani legati all’abitare, al lavoro, alla socialità e alla conoscenza; progetti personalizzati e comunitari che facilitino la possibilità che persone in situazione di forte deprivazione materiale e culturale possano cogliere e valorizzare le nuove opportunità per ripensare e ricostruire la propria vita e quella delle proprie famiglie. 

    La Fondazione di Comunità di Messina con Capacity ha adottato una strategia integrata improntata al paradigma dello Sviluppo Umano mettendo a sistema Capacity, dentro un complesso quadro di fundraising e progettualità e a fine 2017 ha commissionato a CEVAS una valutazione di impatto che è stata inclusa tra le ricerche-azioni promosse dal Forum Disuguaglianze e Diversità. Dalla valutazione intermedia sono emersi alcuni risultati.

    Rispetto al completamento delle azioni di supporto all’abitare e avvio dello sgombero a Fondo Saccà, a distanza di due anni dall’avvio di Capacity tutti i nuclei familiari hanno espresso la loro preferenza sul tema dell’abitazione e 163 abitanti possono già affermare di avere una casa di proprietà, scelta e ristrutturata da loro. Ai primi di ottobre del 2019 sono n.171, più di quanto previsto, i nuclei familiari di Fondo Saccà e Fondo Fucile che hanno acquistato un’abitazione propria (n.49 nuclei) o che il Comune di Messina ha riconosciuto come titolari di un alloggio popolare. Sono stati impediti i tipici meccanismi di ghettizzazione e stigmatizzazione connessi agli sgomberi e la creazione di ulteriori aree dove concentrare la marginalità sociale. Si è avviata l’infrastrutturazione socio-economica. E’ stata creata un’agenzia di sviluppo dell’economia sociale e solidale, per promuovere imprese inclusive, l’occupabilità e percorsi di fuori-uscita dal sommerso e dal lavoro nero. L’Agenzia di Sviluppo ha potuto usufruire di servizi di co-progettazione, counceling e tutoraggio e servizi di microcredito ed erogazione di fondi a impatto sociale. Lo spazio liberato dalle abitazioni fatiscenti e insalubri è diventato un common, un piccolo parco tematico ed educativo sui temi: dell’architettura e dell’ingegneria sostenibile con l’apertura, in un’abitazione del condominio ecologico, di servizi socio-educativi. Tra le ricadute si segnala l’apertura di un nuovo Centro commerciale. E’ stata ridotta la spesa pubblica e si registra una maggiore efficienza delle politiche di housing sociale. Il dispositivo ‘Capitale Personale di Capacitazione’ (CPC), cioè un contributo per l’acquisto della casa che può raggiungere un valore massimo di 80 mila euro, ha comportato una riduzione consistente dei costi medi di acquisto dell’abitazione sul libero mercato pari al 35% rispetto all’acquisto degli immobili da parte del Comune e dello IACP (Istituto Autonomo Case Popolari) e l’eliminazione per la PA dei costi amministrativi e delle spese per la manutenzione. Grazie alla valorizzazione economica e professionale delle attività di manutenzione realizzate dagli stessi beneficiari si sono riqualificati gli immobili presenti sul libero mercato altrimenti soggetti a fatiscenza. Inoltre è stata evitata la costruzione di case popolari che prevedono il consumo di suolo pubblico e si è offerto un modello per l’edilizia sociale. Metà dei nuclei familiari in precedenza considerati ‘non bancabili’ hanno potuto accedere al mercato creditizio (v. microcrediti erogati dalla MECC, Microcredito per l’economia civile e di comunione) ottenendo spesso la ristrutturazione di debiti pregressi e la riduzione dei rischi di usura. A oggi in nessun caso si è registrata una situazione di credito in sofferenza. Un terzo dei nuclei beneficiari che hanno acquistato casa hanno, nei fatti, aumentato lo stock di capitale che saranno in grado di trasferire ai propri figli o ai loro nipoti contrastando così la trasmissione intergenerazionale delle diseguaglianze. Infine per 500 persone vi sarà un importante miglioramento delle condizioni ambientali e una riduzione di rischi per la salute connessi alle gravi carenze igienico-sanitarie e all’inquinamento ambientale che negli ultimi 30 anni si sono tradotte in 7 anni di vita media in meno rispetto ai residenti delle altre aree della città di Messina. 

  2. Ciak per “Primula Rossa”, il film che racconta la liberazione dall’OPG

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    Sono in corso dal 26 gennaio e si concluderanno il 22 febbraio le riprese del lungometraggio Primula Rossa, una coproduzione di Radical Plans, della Fondazione di Comunità di Messina, della Fondazione Horcynus Orca, di Ecos-media (casa di produzione cinematografica di Ecos-med), di Mana Chuma Teatro e di Talento Dinamico.

    Il film, cofinanziato dalla Film Commission della Regione Siciliana, è ispirato a una vicenda vera, la storia di Ezio Rossi, interpretato dall’attore messinese Salvatore Arena, ex terrorista dei NAP (Nuclei Armati Proletari), che ha passato gran parte della sua vita tra il carcere e l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG). Il racconto della vita di Ezio, nella fiction Ennio, si intreccia con quella di altri internati dell’OPG e trova una possibilità nell’incontro con lo psichiatra Lucio, interpretato dall’attore catanese David Coco.

    Salvatore Arena interpreta Ennio, il personaggio ispirato alla vicenda di Ezio Rossi

    Primula Rossa ha l’obiettivo di valorizzare l’esperienza di un programma fortemente innovativo di welfare comunitario, Luce è Libertà, finanziato dalla Fondazione di Comunità di Messina e sostenuto, esclusivamente nella fase d’avvio, dalla Cassa delle Ammende del Ministero della Giustizia e dall’Assessorato alla Sanità della Regione Siciliana, che ha permesso di liberare in soli due anni 60 persone dall’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona P.G. (Messina) attraverso progetti personalizzati di espansione delle libertà individuali, intrecciate con storie di sviluppo locale. Molte di loro, in ruoli diversi, sono impegnati nella produzione cinematografica.

    «Primula Rossa – sottolinea il segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina, Gaetano Giunta – è l’occasione per ripercorrere quarant’anni di storia contemporanea: dagli anni di piombo fino all’attualissima questione relativa al superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Quarant’anni di snodi cruciali per l’Italia, visti a partire dalla prospettiva degli ultimi. Le storie di persone così radicalmente escluse reclamano nuovi orizzonti economico-sociali più umani, capaci di prendersi cura e accompagnare le metamorfosi possibili di ogni persona, specie delle persone più fragili. Proprio per questa tensione il film, che avrà un forte carattere poetico-filosofico, si pone le stesse domande su cui da anni ricerca e sperimenta la Fondazione di Comunità di Messina».

    Alla lavorazione di Primula Rossa partecipano oltre 100 persone di cui circa 90 residenti in Sicilia. Tra la Sicilia e l’area dello Stretto di Messina, nei luoghi del Distretto Sociale Evoluto, prende corpo la produzione del film. Si gira a Casalvecchio Siculo, a Longi, a Mistretta e a Messina (Forte Petrazza, Parco Horcynus Orca, Palazzo dei Leoni e Liceo Ainis le location). Coerentemente con la scelta di impegno civile della produzione, gli incassi del film saranno destinati, al netto delle spese, a sostenere i progetti evoluti di lotta alla povertà della Fondazione di Comunità di Messina e più in particolare a sostenere i progetti personalizzati di liberazione degli ex internati dell’Ospedale Psichiatrico di Barcellona P.G.

    David Coco e Franco Jannuzzi

    David Coco e Franco Jannuzzi

    La regia di Primula Rossa è affidata al direttore artistico dell’Horcynus Festival, Franco Jannuzzi. Massimo Barilla ha scritto la sceneggiatura con la collaborazione di Paola Baroni, Paolo Benvenuti, Gaspare Motta, Angelo Righetti, Giancarlo Cavallaro, Franco Jannuzzi e Gaetano Giunta. Il direttore di Produzione è Giacomo Farina. Nel cast, insieme a Salvatore Arena e David Coco, Roberto Herlitzka, Fabrizio Ferracane, Maurizio Marchetti, Annibale Pavone, Gianni Fortunato Pisani, Marina Sorrenti, Mariano Nieddu, Giovanni Moschella, Angelo Campolo, Donatella Venuti, Luca Fiorino, Antonio AlvearioGianfranco Quero, Giovanni Maria Currò, Mauro Failla, Domenico Cucinotta e Ylenia Desiree Zindato. Luca Coassin è il direttore della fotografia. L’operatore è Natale Crisarà. Le musiche originali della colonna sonora sono di Luigi Polimeni e Maurizio “Nello” Mastroeni (Kunsertu). Giuppi Sindoni e Aldo Zucco curano le scenografie in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Catania. La costumista è Francesca Gambino, la truccatrice Angela Gugliotta, il fonico Andrea Di Maio. L’aiuto regista è Nicolò Mazza De Piccioli.

    Nella troupe anche: Claudio Zangari (assistente dell’operatore), Roberto Attanasio (attrezzista), Mario Molinaro (aiuto attrezzista), Renato Vadalà (capo elettricista), Luciano Muscianisi (aiuto capo elettricista),  Federico Farina (microfonista), Giovanna Verdelli (assistente della costumista), Laura Ugdulena (assistente di produzione), Steve Flamini (segretario di edizione), Giorgio Rudilosso (assistente aiuto regista), Antonino Viola e Roberto di Paola (assistenti di scenografia), Domenico Calcagno (runner), Annarita Sottile e Maurizio Gravagna (addetto al catering), Lino Monteleone e Letizia Sindoni (direzione amministrativa).

  3. In SudAfrica per il Summit Globale della Filantropia di Comunità

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    È in programma a Johannesburg l’1 e 2 dicembre il primo Global Summit della Filantropia di Comunità, promosso dal Global Fund for Community Foundations e dalla Global Alliance for Community Philanthropy. La Fondazione di Comunità di Messina partecipa insieme alla delegazione italiana, composta da 14 membri, grazie all’invito ricevuto da ASSIFERO, l’Associazione nazionale delle Fondazioni e degli Enti della Filantropia Istituzionale nonché membro dell’Advisory Commitee dell’iniziativa, e al contributo di Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo e Fondazione con il SUD. Oltre a Messina, sono presenti a Johannesburg: Fondazione di Comunità del Canavese, Fondazione di Comunità Comasca, Fondazione di Comunità di Mirafiori, Fondazione di Comunità Nord Milano, Fondazione di Comunità di San Gennaro, Fondazione di Comunità Ticino Olona, Fondazione di Comunità Monza Brianza, Fondazione di Comunità Salernitana, Fondazione di Comunità Valle d’Aosta, Fondazione di Comunità del Verbano Cusio Ossola.

    Il 2 dicembre, durante la Poster Session prevista dal programma del Summit, la Fondazione di Comunità di Messina presenta la propria storia, il presente e le linee di sviluppo in un intervento intitolato “Development as Cohesion and Freedom”, traduzione inglese del titolo del libro Sviluppo è coesione e libertà che racconta l’esperienza messinese.

    Un racconto in tempo reale del Summit è affidato ai social network grazie all’hashtag #shifthepower che permetterà a chiunque lo voglia di seguire la due giorni per scoprire come le organizzazioni della Filantropia di Comunità stanno “trasformando potere” andando oltre la logica donatore-beneficiario.

  4. Solidarity and Energy, ecco l’avviso pubblico

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    Solidarity and Energy spa, la ESCO (Energy Service Company) nata dalla partnership tra la Fondazione di Comunità di Messina e Sefea (la Società Europea della Finanza Etica ed Alternativa), rappresenta un’idea fortemente innovativa finalizzata a finanziare la riconversione a basso impatto energetico di edifici e/o complessi pubblici e privati per sostenere, con parte dei risparmi ottenuti, in modo integrato e sul lungo periodo, programmi di sviluppo umano e di alta formazione, processi di inserimento lavorativo di fasce deboli della popolazione e forme evolute di economia civile sostenibile sul piano ambientale.
    Il meccanismo proposto attua ed esalta la logica dell’economia civile. Esso permette attraverso azioni di social green economy di ri-orientare risorse, originariamente destinate a sostenere costi improduttivi, verso il sostegno di politiche per lo sviluppo umano, finanziando programmi sociali e formativi intrecciati con modelli di welfare e con forme evolute di dialogo economico-sociale fra istituzioni pubbliche, partner industriali e attori dell’economia sociale inclusiva dei soggetti deboli.
    Il modello proposto è costruito nella logica del mutuo vantaggio, della corresponsabilità e quindi della sussidiarietà circolare, in evidente coerenza con lo spirito della Costituzione Repubblicana. Esso va oltre la visione dicotomica secondo cui il pubblico deve occuparsi della solidarietà e dei Beni Comuni, attraverso la redistribuzione, mentre il privato, cioè il mercato, deve preoccuparsi esclusivamente dell’efficienza, cioè soltanto della massimizzazione del profitto.
    I Comuni, le imprese ed eventualmente i Ministeri partner possono essere i beneficiari diretti dell’azione. Loro sarà il compito di individuare, aderendo all’avviso pubblico di Solidarity and Energy., le strutture e i territori con impianti vetusti, oggi altamente energivori, che saranno ammodernati e trasformati tramite le più avanzate tecnologie a led.
    Solidarity and Energy finanzierà l’investimento necessario per attuare il piano di risparmio energetico condiviso fra le parti e promuoverà filiere corte fra il gruppo industriale proprio partner organico (Beghelli) e le cooperative sociali dei territori,opportunamente formate al lavoro di installazione e manutenzione degli impianti. Le cooperative sociali, che saranno selezionate per dare la massima garanzia di onorabilità ed eticità, si impegnano, in questa attività, a favorire l’inserimento lavorativo di soggetti deboli che vivono sui territori in cui si sviluppano gli interventi.
    Gli investimenti, finanziati dalla ESCO e realizzati dai partner locali dell’economia sociale, in collaborazione con il Gruppo Beghelli, sulle strutture individuate dai Comuni, dalle imprese e dai Ministeri partner-beneficiari, genereranno un risparmio sul consumo energetico di pari a circa il 60-70% e quindi libereranno in modo proporzionale risorse economiche oggi destinate al pagamento dei consumi elettrici. Completata l’analisi tecnica degli impianti, il livello del risparmio stimato sarà garantito da Solidarity and Energyper tutto il periodo dell’iniziativa. La percentuale di risorse rese disponibili dal meccanismo di risparmio energetico non costituisce, quindi, un rischio per la buona riuscita del programma.
    La condivisione di tali risparmi consentirà ai partner-beneficiari, di retribuire la trasformazione e gestione degli impianti stessi per un periodo limitato di tempo, orientativamente di 5-8 anni, passati i quali le istituzioni e le imprese resteranno beneficiarie uniche degli ingentissimi risparmi per almeno un tempo altrettanto lungo.
    Nei primi 5-8 anni la percentuale del risparmio riconosciuta alla ESCO, quale rimborso per gli investimenti effettuati e per i servizi di gestione e manutenzione degli impianti stessi, sarà di circa l’80%. Ciò significa che già da subito, dal momento, cioè, della riconversione degli impianti, i partner-beneficiari pubblici e privati potranno liberare risorse pari al 20% del risparmio complessivo da ri-destinare (in parte), i primi, ai propri compiti istituzionali, i secondi, alle scelte di social corporate responsability. Le risorse liberate, cioè quelle nella completa disponibilità dei beneficiari, diverranno il 100% del risparmio dopo i primi 5-8 anni.
    Data la natura sociale ed etica dell’iniziativasia i partner-beneficiariche la ESCO si impegnano rispettivamente a destinare parte dei risparmi, i primi, e partedegli utili, la seconda, per finanziare sul lungo periodo programmi condivisi.
    Più specificatamente:
    – la ESCO si impegna a destinare parte degli utili per finanziare borse di studio sui territori dei beneficiari/partner per formare le risorse umane locali presso la scuola internazionale di economia etica;
    – i beneficiari/partner pubblici possono impegnarsi a ri-destinare fino al 20% del proprio risparmio per l’intero periodo di durata efficiente degli impianti (stimabile in 15 anni), a sostenere programmi di sviluppo umano;
    – le imprese partner-beneficiarie possono impegnarsi a donare una parte dei loro maggiori risparmi per sostenere le iniziative legate alle proprie scelte di social corporate responsibility.

    (altro…)