Category Archive: Fondazione di Comunità di Messina

  1. Menzione per la Fondazione al Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa

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    Il Ministero dei Beni Culturali premia l’azione di valorizzazione e risanamento di Capo Peloro, Forte Petrazza e Palazzo Biscari

    Nella Giornata Nazionale del Paesaggio, celebrata il 14 marzo, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali ha premiato la Fondazione di Comunità di Messina per il progetto “Sviluppo è coesione e libertà”, presentato dalla Fondazione nell’ambito del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa. Il progetto ha ricevuto la menzione tematica nella sezione “Gestione economica dei valori territoriali”. La menzione è stata assegnata per “aver avviato e completato in poco più di sei anni alcuni interventi di risanamento in aree di grande pregio archeologico, storico- architettonico e paesaggistico”. Novantasette i progetti pervenuti ritenuti ammissibili.

    “Questa è una menzione per tutti gli uomini e le donne che lavorano e donano il loro tempo nel Distretto Sociale Evoluto – ha dichiarato il Segretario Generale della Fondazione di Comunità di Messina Gaetano Giunta – Una menzione alla ricerca continua, faticosa e coerente di giustizia, bellezza e liberazione. Una menzione alla consapevolezza che questo itinerario di ricerca impone di riscrivere e sperimentare paradigmi economici che siano inclusivi e che valorizzino e non consumino i Beni Comuni. La valorizzazione di Capo Peloro, il processo di risanamento di Forte Petrazza, il percorso di rifunzionalizzazione di Palazzo Biscari di Mirabella Imbaccari e l’avvio della rigenerazione sociale di Fondo Saccà che presto vedrà compimento – conclude Gaetano Giunta – sono alcuni segni di questa storia”.

    Ecco gli interventi di risanamento e valorizzazione presentati dalla Fondazione
    MACHO Forte Petrazza Parco HorcynusOrca Mirabella

  2. Ciak per “Primula Rossa”, il film che racconta la liberazione dall’OPG

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    Sono in corso dal 26 gennaio e si concluderanno il 22 febbraio le riprese del lungometraggio Primula Rossa, una coproduzione di Radical Plans, della Fondazione di Comunità di Messina, della Fondazione Horcynus Orca, di Ecos-media (casa di produzione cinematografica di Ecos-med), di Mana Chuma Teatro e di Talento Dinamico.

    Il film, cofinanziato dalla Film Commission della Regione Siciliana, è ispirato a una vicenda vera, la storia di Ezio Rossi, interpretato dall’attore messinese Salvatore Arena, ex terrorista dei NAP (Nuclei Armati Proletari), che ha passato gran parte della sua vita tra il carcere e l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG). Il racconto della vita di Ezio, nella fiction Ennio, si intreccia con quella di altri internati dell’OPG e trova una possibilità nell’incontro con lo psichiatra Lucio, interpretato dall’attore catanese David Coco.

    Salvatore Arena interpreta Ennio, il personaggio ispirato alla vicenda di Ezio Rossi

    Primula Rossa ha l’obiettivo di valorizzare l’esperienza di un programma fortemente innovativo di welfare comunitario, Luce è Libertà, finanziato dalla Fondazione di Comunità di Messina e sostenuto, esclusivamente nella fase d’avvio, dalla Cassa delle Ammende del Ministero della Giustizia e dall’Assessorato alla Sanità della Regione Siciliana, che ha permesso di liberare in soli due anni 60 persone dall’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona P.G. (Messina) attraverso progetti personalizzati di espansione delle libertà individuali, intrecciate con storie di sviluppo locale. Molte di loro, in ruoli diversi, sono impegnati nella produzione cinematografica.

    «Primula Rossa – sottolinea il segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina, Gaetano Giunta – è l’occasione per ripercorrere quarant’anni di storia contemporanea: dagli anni di piombo fino all’attualissima questione relativa al superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Quarant’anni di snodi cruciali per l’Italia, visti a partire dalla prospettiva degli ultimi. Le storie di persone così radicalmente escluse reclamano nuovi orizzonti economico-sociali più umani, capaci di prendersi cura e accompagnare le metamorfosi possibili di ogni persona, specie delle persone più fragili. Proprio per questa tensione il film, che avrà un forte carattere poetico-filosofico, si pone le stesse domande su cui da anni ricerca e sperimenta la Fondazione di Comunità di Messina».

    Alla lavorazione di Primula Rossa partecipano oltre 100 persone di cui circa 90 residenti in Sicilia. Tra la Sicilia e l’area dello Stretto di Messina, nei luoghi del Distretto Sociale Evoluto, prende corpo la produzione del film. Si gira a Casalvecchio Siculo, a Longi, a Mistretta e a Messina (Forte Petrazza, Parco Horcynus Orca, Palazzo dei Leoni e Liceo Ainis le location). Coerentemente con la scelta di impegno civile della produzione, gli incassi del film saranno destinati, al netto delle spese, a sostenere i progetti evoluti di lotta alla povertà della Fondazione di Comunità di Messina e più in particolare a sostenere i progetti personalizzati di liberazione degli ex internati dell’Ospedale Psichiatrico di Barcellona P.G.

    David Coco e Franco Jannuzzi

    David Coco e Franco Jannuzzi

    La regia di Primula Rossa è affidata al direttore artistico dell’Horcynus Festival, Franco Jannuzzi. Massimo Barilla ha scritto la sceneggiatura con la collaborazione di Paola Baroni, Paolo Benvenuti, Gaspare Motta, Angelo Righetti, Giancarlo Cavallaro, Franco Jannuzzi e Gaetano Giunta. Il direttore di Produzione è Giacomo Farina. Nel cast, insieme a Salvatore Arena e David Coco, Roberto Herlitzka, Fabrizio Ferracane, Maurizio Marchetti, Annibale Pavone, Gianni Fortunato Pisani, Marina Sorrenti, Mariano Nieddu, Giovanni Moschella, Angelo Campolo, Donatella Venuti, Luca Fiorino, Antonio AlvearioGianfranco Quero, Giovanni Maria Currò, Mauro Failla, Domenico Cucinotta e Ylenia Desiree Zindato. Luca Coassin è il direttore della fotografia. L’operatore è Natale Crisarà. Le musiche originali della colonna sonora sono di Luigi Polimeni e Maurizio “Nello” Mastroeni (Kunsertu). Giuppi Sindoni e Aldo Zucco curano le scenografie in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Catania. La costumista è Francesca Gambino, la truccatrice Angela Gugliotta, il fonico Andrea Di Maio. L’aiuto regista è Nicolò Mazza De Piccioli.

    Nella troupe anche: Claudio Zangari (assistente dell’operatore), Roberto Attanasio (attrezzista), Mario Molinaro (aiuto attrezzista), Renato Vadalà (capo elettricista), Luciano Muscianisi (aiuto capo elettricista),  Federico Farina (microfonista), Giovanna Verdelli (assistente della costumista), Laura Ugdulena (assistente di produzione), Steve Flamini (segretario di edizione), Giorgio Rudilosso (assistente aiuto regista), Antonino Viola e Roberto di Paola (assistenti di scenografia), Domenico Calcagno (runner), Annarita Sottile e Maurizio Gravagna (addetto al catering), Lino Monteleone e Letizia Sindoni (direzione amministrativa).

  3. Da Messina alle periferie del mondo, l’internazionalizzazione della Fondazione

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    E’ stata annunciata nell’ambito della prima giornata dell’Horcynus Festival 2016 autunnale la svolta internazionale della Fondazione di Comunità di Messina che, a partire dal 14 e 15 dicembre, avvierà il processo per ampliare il suo raggio d’azione dal Mediterraneo al mondo intero. «Il programma culturale dell’Horcynus Festival 2016 contribuisce a costruire una relazione organica e strutturale con Cuba – annuncia il segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina Gaetano Giunta – che anticipa la metamorfosi della Fondazione e di tutto il Distretto Sociale Evoluto, di cui la Fondazione Horcynus Orca fa parte. La Fondazione di Comunità di Messina si sta trasformando nella Fondazione delle comunità delle periferie del mondo. Periferie esistenziali e geografiche dove risulta vitale sperimentare nuovi paradigmi integrati di sviluppo economico e umano che declinano il bisogno irrisolto di libertà, eguaglianza, giustizia e rispetto dell’ambiente di cui ha sete gran parte dell’umanità. Nel dettaglio, la Fondazione di Comunità di Messina si riorganizzerà come un cluster di fondi che nascono per gemmazione. L’importanza di scegliere territori con economie e società in transizione come Cuba e alcune aree del nord del Brasile, è evidente. Ciascun fondo mirerà a promuovere sui territori di competenza o sugli ambiti esistenziali individuati, sviluppo umano favorendo la creazione di interconnessioni feconde fra sistema di welfare, sistema culturale, sistema produttivo, programmi di ricerca e di trasferimento tecnologico finalizzati al potenziamento di economie civili inclusive, azioni mirate all’attrazione di talenti creativi e scientifici. Contestualmente, la nuova fondazione delle periferie favorirà l’apertura dei sistemi locali, promuovendo scambi di conoscenze, di risorse umane ed economiche fra i differenti territori e ambiti, sostenendo così processi di internazionalizzazione che vadano nella direzione di considerare il pianeta la terra / patria di tutti».

    La relazione della Fondazione con Cuba nasce a partire dalla collaborazione culturale inaugurata, nell’ambito dell’Horcynus Festival, con la Fábrica de Arte Cubano, spazio culturale multidisciplinare per arti visive, cinema, danza, musica, disegno industriale, grafica, architettura, letteratura e teatro. Un luogo di incontro tra le arti ma anche tra Cuba e i movimenti artistici mondiali, nato dalla riconversione di un vecchio stabilimento industriale, elemento centrale in un progetto che interpreta l’arte come strumento per la crescita e il cambiamento socio-culturale. A rappresentare la F.A.C. all’Horcynus Fest è Maysel Bello Cruz, regista e responsabile comunicazione del centro, curatore della selezione delle opere che costituiscono il nuovo archivio visivo di cinematografia e video arte cubana acquisito dalla Fondazione Horcynus Orca.


     

    La Fábrica de Arte Cubano

    f-a-c

    La Fábrica de Arte Cubano celebra la multiforme cultura dell’isola attraverso un mix di spettacoli di musica dal vivo, intrattenimento, mostre d’arte, sfilate di moda, cinema. Fondata dal musicista e compositore Equis Alfonso (X-Alfonso), con il sostegno del Ministero della Cultura di Cuba, la F.A.C. è situata in uno stabilimento industriale abbandonato di inizio secolo, che dopo aver accolto la sede della società elettrica, una fabbrica d’olio e vari magazzini, è stata riconvertita in spazio culturale multidisciplinare per arti visive, cinema, danza, musica, disegno industriale, grafica, architettura, letteratura e teatro. Gli spazi multifunzionali di cui si compone, in cui si mescolano forme espressive diverse, la rendono un luogo di fruizione artistica contemporanea non convenzionale, molto diverso da gallerie e musei. Ogni anno la F.A.C. ospita importanti eventi culturali come la Mostra dei giovani registi, l’Avana World Music, festival internazionale di teatro, cinema e jazz, nonché eventi culturali di varie nazioni dell’America Latina e dell’Europa.

    Nei suoi primi due anni di vita l’edificio, riqualificato secondo le norme dell’architettura green, è diventato un emblema delle possibilità di riconversione del patrimonio industriale per finalità culturali e sociali. Per questo negli ultimi tempi il progetto, avviato nel 2013 dal musicista e artista audiovisivo cubano X Alfonso, è stato al centro dell’attenzione di studiosi provenienti da tutto il mondo. Ma non è solo arte quella che si respira alla F.A.C. Coerentemente con la filosofia che ha ispirato la sua nascita, legata allo sviluppo sostenibile e all’economia sociale e solidale, ogni estate il centro culturale diventa una scuola per la comunità vicina: giovani docenti laureati nelle accademie d’arte tengono laboratori creativi gratuiti per bambini e adolescenti di età compresa tra 7 a 17 anni. Inoltre, la prima domenica di ogni mese si organizzano attività per bambini e il mercoledì si aprono le porte della Fábrica fino a mezzanotte per offrire agli adolescenti dai 12 ai 17 anni uno spazio protetto per la musica, il cinema e la videoarte.

    «La F.A.C. – spiega Maysel Bello Cruz – è diventato negli anni il centro culturale più importante del paese. Tante personalità internazionali, primi ministri, first ladies, artisti sono venuti a visitarla. E’ un’isola dentro l’isola, epicentro e luogo d’incontro di artisti cubani che si ritrovano in questo centro culturale del Ministero della Cultura, molto diverso da musei e gallerie, dove si respira arte in ogni forma. Ci autososteniamo con il costo dei biglietti d’ingresso ma caffè e bar interni sono gestiti da privati, secondo un modello economico misto innovativo per Cuba. Un’altra novità è che tutta l’amministrazione della fabbrica è in mano agli artisti, non affidata a burocrati».

     

  4. In SudAfrica per il Summit Globale della Filantropia di Comunità

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    È in programma a Johannesburg l’1 e 2 dicembre il primo Global Summit della Filantropia di Comunità, promosso dal Global Fund for Community Foundations e dalla Global Alliance for Community Philanthropy. La Fondazione di Comunità di Messina partecipa insieme alla delegazione italiana, composta da 14 membri, grazie all’invito ricevuto da ASSIFERO, l’Associazione nazionale delle Fondazioni e degli Enti della Filantropia Istituzionale nonché membro dell’Advisory Commitee dell’iniziativa, e al contributo di Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo e Fondazione con il SUD. Oltre a Messina, sono presenti a Johannesburg: Fondazione di Comunità del Canavese, Fondazione di Comunità Comasca, Fondazione di Comunità di Mirafiori, Fondazione di Comunità Nord Milano, Fondazione di Comunità di San Gennaro, Fondazione di Comunità Ticino Olona, Fondazione di Comunità Monza Brianza, Fondazione di Comunità Salernitana, Fondazione di Comunità Valle d’Aosta, Fondazione di Comunità del Verbano Cusio Ossola.

    Il 2 dicembre, durante la Poster Session prevista dal programma del Summit, la Fondazione di Comunità di Messina presenta la propria storia, il presente e le linee di sviluppo in un intervento intitolato “Development as Cohesion and Freedom”, traduzione inglese del titolo del libro Sviluppo è coesione e libertà che racconta l’esperienza messinese.

    Un racconto in tempo reale del Summit è affidato ai social network grazie all’hashtag #shifthepower che permetterà a chiunque lo voglia di seguire la due giorni per scoprire come le organizzazioni della Filantropia di Comunità stanno “trasformando potere” andando oltre la logica donatore-beneficiario.

  5. Dal 3 al 6 dicembre è ancora Horcynus Fest

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    È dedicata a Cuba e all’evoluzione internazionale della Fondazione di Comunità di Messina la sessione autunnale dell’Horcynus Festival 2016 “Isole – Non isole”, in programma da sabato 3 dicembre al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro fino a martedì 6 dicembre all’ex hotel Miramare di Reggio Calabria. Ci interrogheremo, come sempre attraverso il peculiare angolo di lettura offerto dalle arti performative, sulla fase storica che sta vivendo Cuba, in piena transizione dopo il voto dell’Onu a sostegno del superamento dell’embargo e la recentissima morte di Fidel Castro.

    «L’Horcynus Festival 2016 – sottolinea il direttore artistico Massimo Barilla – è uno degli eventi storicizzati finanziati quest’anno dalla Regione Calabria. Mentre finora abbiamo lavorato prevalentemente sul Mediterraneo, adesso ci apriamo al mondo, coinvolgendo Cuba e la Fábrica de Arte Cubano, a cui ci accomuna una consonanza di filosofia e approcci che nasce dalla scelta di analizzare molteplici linguaggi artistici, di concentrarci sugli scambi tra arti e culture diverse. Il dialogo con Cuba sarà stabile, non sarà legato esclusivamente a questo momento storico di transizione per l’isola, di cui riteniamo fondamentale discutere».

    «Il programma culturale dell’Horcynus Festival 2016 contribuisce a costruire una relazione organica e strutturale con Cuba – aggiunge il segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina Gaetano Giunta – che anticipa la trasformazione della Fondazione e di tutto il Distretto Sociale Evoluto, di cui la Fondazione Horcynus Orca fa parte. La Fondazione di Comunità di Messina si sta, infatti, trasformando nella Fondazione delle comunità delle periferie del mondo per sperimentare, oltre che nell’area dello Stretto, anche in altre parti del sud del mondo, a partire da Cuba e dal nord del Brasile, nuovi paradigmi di sviluppo economico e umano che declinano il bisogno irrisolto di libertà, eguaglianza, giustizia e rispetto degli ecosistemi di cui ha sete l’intero pianeta».

    (altro…)

  6. Birrificio Messina, al via la produzione

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    Il suono di un sogno che si realizza è lo schioccare di un tappo. Non un tappo qualsiasi. Quello delle prime bottiglie di Birra dello Stretto e DOC 15, i primi due marchi made in Birrificio Messina, dal 26 ottobre finalmente in vendita. L’attesa è stata tanta, condita da aspettative e illusioni, speranze e duro lavoro, ma ne valeva la pena, e oggi si può ben dire, per la città e i 15 messinesi che da operai in cassa integrazione si sono trasformati in imprenditori, destinando il proprio Tfr in questa impresa.
    La Fondazione di Comunità di Messina ha fatto la propria parte in questa storia. Il 29 luglio, il giorno dell’inaugurazione dello stabilimento Birrificio Messina, eravamo tutti in prima fila ad applaudire l’impegno dei 15 soci fondatori. Oggi siamo qui a stappare e a brindare a un nuovo capitolo di una storia d’identità e impegno. E guardando l’etichetta quasi ci commuoviamo a vedere il nostro logo e il marchio TSR, che certifica il rispetto dei processi di responsabilità sociale dei territori durante la produzione. Perché poi, in fondo, le parole che sintetizzano questa storia sono proprio queste: responsabilità sociale e territorio. Ecco perché.

    LA STORIA

    Risale al 1923, con l’avvio della produzione della Birra Messina da parte della famiglia Lo Presti-Faranda, la nascita della tradizione produttiva birraia nella città dello Stretto. A fine anni ’80 l’azienda viene acquistata dalla Dreher a sua volta poi acquisita dall’Heineken che fa di quello di Messina uno degli stabilimenti di punta in Europa (80 dipendenti nel periodo di massimo fulgore) con quote di produzione che arrivano anche a 600 mila di ettolitri l’anno. In quel periodo lo stabilimento messinese vince per cinque anni di seguito il premio per la migliore produttività di Heineken Europa. A fine anni ’90 Heineken decide di trasferire in Puglia il grosso della produzione, continuando però a imbottigliare in parte a Messina. Ma i costi di trasporto sono troppo alti.

    Nel gennaio 2007 Heineken annuncia che lo stabilimento di Messina cesserà le proprie attività produttive e trasferirà i dipendenti nelle sedi sparse in tutta Italia. Dopo qualche settimana dall’annuncio della chiusura, e molte proteste dei lavoratori, si candidano all’acquisto gli eredi della famiglia Faranda, già prima proprietaria della birreria; le trattative si protraggono per un anno e si concludono con la cessione del ramo di azienda. Le maestranze allora occupate si impegnano a trasferire il loro Tfr dalle casse Heineken a quelle della società che subentra (Triscele srl). Heineken non cede però il marchio Birra Messina che produce tutt’oggi e il nuovo birrificio (Triscele Srl) lancia due nuovi marchi di birra, Birra del Sole e Patruni e Sutta.

    La domanda di mercato rimane alta, ma da un certo momento in poi i proprietari contraggono la produzione, sostenendo che per tenere il passo serve un ammodernamento degli impianti. Inoltrano così la richiesta di autorizzazione per edificare in un’area più grande nella zona industriale di Messina ma allo stesso tempo chiedono il cambio di destinazione d’uso del vecchio stabilimento a ridosso del centro con l’idea di farne palazzine da vendere. Il processo si accompagna a una continua riduzione della produzione a fronte di una tenuta della domanda. Gli operai cominciano a sospettare che questi movimenti nascondano una speculazione immobiliare più che un rilancio della produzione e si attivano perché sullo stabilimento del centro la Regione ponga il vincolo di interesse storico ed etnoantropologico. Il vincolo viene posto. In questo modo l’operazione di abbattimento del vecchio stabilimento si blocca, ma la crisi si conclama e dopo un anno e mezzo di durissima protesta dei lavoratori che presidiano gli stabilimenti giorno e notte, la Triscele Srl decide di terminare la produzione avviando le procedure per il licenziamento collettivo degli operai che finiscono in lista di mobilità.

    IL NUOVO INIZIO

    La svolta, invece, è lunga appena tre anni. I quindici ex dipendenti Triscele scelgono di ripartire, di non restare nei percorsi assistenziali, di tornare alle loro professionalità in forma cooperativa. E fondano il Birrificio Messina nell’estate del 2013. Sin dall’inizio di questo nuovo percorso, la Fondazione di Comunità di Messina è al loro fianco. Insieme, Fondazione e Cooperativa, realizzano una pianificazione economico-finanziaria del nuovo Birrificio rigorosa e credibile, tanto che la Fondazione riesce a coinvolgere investitori e finanza specializzata attraendo per il Birrificio circa tre milioni di euro di euro. Cifra, questa, necessaria per integrare il capitale proprio dei 15 lavoratori, che destinano alla cooperativa il proprio TFR e la rimanente parte dei fondi relativi alla lista di mobilità, e per coprire il fabbisogno del nuovo start-up (capannoni, impianti, materie prime etc). Nella logica dell’economia civile che guarda ai mercati come beni relazionali la Fondazione lancia un piano di comunicazione sociale finalizzato ad attivare un fondo partecipativo, oggi trasferito come capitale sociale della cooperativa, e attiva una domanda locale che “sceglie la propria birra” perché di qualità, perché a prezzi competitivi e perché restituisce lavoro e dignità a 15 propri conterranei. La campagna genera ordini per oltre 65mila ettolitri a produzione non ancora avviata. Nel piano d’impresa, simili volumi di vendita erano previsti a regime, dal quarto anno di attività del Birrificio. Le risposte sono, dunque, ben al di sopra delle previsioni del piano di impresa: le richieste arrivano non solo dall’area dello Stretto, ma anche dall’Australia, dall’America e dall’Est europeo.

    Partecipano all’iniziativa soggetti della finanza etica e della finanza specializzata del panorama nazionale: CFI – Cooperazione Finanza Impresa con 300 mila euro, tra capitale sociale e leva finanziaria; Coopfond, la società che gestisce il Fondo mutualistico per la promozione cooperativa alimentato dalle cooperative che aderiscono a Legacoop, con  300 mila euro; IRCAC ha destinato 500 mila euro; la Fondazione di Comunità di Messina ha versato 60 mila euro come quota di capitale sociale in qualità di socio sovventore e ha prestato fideiussioni per 260.000 euro; la BCC Antonello da Messina ha finanziato 160 mila euro; SEFEA ha versato 100.000 euro; Finvalv Srl, finanziaria del gruppo Valvitalia di Salvatore Ruggeri, imprenditore messinese che decide di sostenere un progetto di riscatto della sua terra d’origine, delibera altri 250 mila euro come quota di capitale sociale. Chiudono il quadro un finanziamento ai sensi della Legge Marcora anticipato da Banca Popolare Etica per 200.000 euro e i 600 mila euro erogati da Banca Unicredit. Tra gli istituti bancari il Birrificio ha anche il sostegno di Banca Sviluppo.

    La collaborazione tra Birrificio e Fondazione segnalata nell'etichetta delle birre prodotte

    La collaborazione tra Birrificio e Fondazione segnalata nell’etichetta delle birre prodotte

  7. TSR, il marchio dinamico

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    La metodologia TSR® è un approccio partecipativo e co-certificabile ideato dalla rete europea dell’economia sociale e solidale REVES, adottato dalla Fondazione di Comunità di Messina quale principale strumento di supporto alla valutazione ed alla ri-programmazione delle proprie attività.
    È uno strumento di costruzione di coesione e capitale sociale mirato a far convergere le politiche e le pratiche di enti pubblici, organizzazioni e imprese verso i principi in cui si riconosce la comunità locale.

    Per dare un’identità visiva comune, ma che rappresenti al tempo stesso le specificità degli attori sociali che hanno scelto di adottare la metodologia TSR®, la Fondazione di Comunità di Messina ha realizzato un’APP per dispositivi Android, disponibile a breve su Google Play, di creazione e successivamente di lettura dei marchi dinamici TSR®. L’APP è stata sviluppata durante il Social Hackathon Umbria 2016 (organizzato dall’Associazione Centro Studi Città di Foligno nel quadro del progetto Erasmus+ KA2 for Youth Generation0101) dal team di sviluppatori guidato da Riccardo Pizzoni e composto da Samuel Casini, Nicola De Pioli, Andrea Emili, Yalcin Oguz Obek, Denise Villani. Il progetto ha ricevuto un punteggio di 7.5 su 10 dalla giuria composta da: Stefano Paggetti, Dirigente Servizio Politiche per la Società dell’Informazione e Sistema Informativo Regionale; Giovanni Patriarchi, Assessore a Turismo, Sviluppo economico, Fondi europei del Comune di Foligno; Paolo Russo, co-fondatore e segretario generale degli Stati Generali dell’Innovazione; Emma Pietrafesa di LibreItalia; Amalia Egle Gentile dell’Istituto Superiore di Sanità; Carmine Marinucci, direttore del board dei direttori dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA); Marina Di Berardo del MiBACT.

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  8. “Un futuro mai visto”. Danilo Dolci e la Sicilia sognata

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    In occasione del suo decimo anniversario, la Fondazione CON IL SUD promuove la manifestazione nazionale “Un futuro mai visto”. Gli appuntamenti in programma si svolgeranno in diverse città italiane: Messina, Palermo, Lecce, Napoli, Firenze, Venezia e ruoteranno attorno a cinque figure storiche contemporanee, per certi versi profetiche: Franco Basaglia, Danilo Dolci, Renata Fonte, Don Lorenzo Milani, Adriano Olivetti.

    La manifestazione si aprirà con un doppio appuntamento dedicato a Danilo Dolci, sociologo, poeta educatore e attivista della nonviolenza: il 10 giugno a Messina e l’11 giugno a Trappeto (Pa), con il contributo, tra gli altri, del sociologo francese Edgar Morin. 

    I lavori saranno aperti venerdì 10 giugno alle 10.30 a Messina presso il Parco Horcynus Orca, sede della Fondazione di Comunità di Messina, una delle cinque fondazioni comunitarie meridionali nate con il sostegno della Fondazione CON IL SUD. Il programma prevede la partecipazione dei rappresentanti dei principali Archivi italiani che custodiscono importanti documenti sui fatti di Portella della Ginestra, ritenuti da Danilo Dolci uno snodo della storia italiana tanto che invitò il regista Paolo Benvenuti a realizzare una produzione cinematografica. Nel 2003, sei anni dopo la morte di Danilo, Benvenuti realizzò il film “Segreti di Stato”. L’incontro rappresenta l’occasione per presentare l’integrazione dei diversi archivi storici sui fatti di Portella della Ginestra. A introdurre i lavori sarà Marco Imperiale, direttore generale della Fondazione CON IL SUD con la partecipazione di Eugenio Lo Sardo, soprintendente all’Archivio Centrale dello Stato e Martina Corgnati, Accademia di Belle Arti di Brera – Milano e Fondazione Horcynus Orca. Seguirà il momento dedicato a Danilo Dolci e all’archivio storico sui fatti di Portella della Ginestra al quale parteciperanno: Ilaria Moroni e Simona Raccuia, Archivio Flamigni, Manuela Claudiani, Archivio di Stato di Viterbo, Paolo Benvenuti, regista, Università degli Studi di Firenze e Fondazione Horcynus Orca, Massimo Barilla, Fondazione Horcynus Orca. L’evento si concluderà con l’inaugurazione della Sala Immersiva Interattiva a cura del gruppo di ricerca del Distretto Sociale Evoluto.

    Il programma di sabato 11 giugno avrà inizio alle 10.00 a Trappeto (Palermo) presso il Borgo di Dio, centro fondato nel 1952 da Dolci, una delle esperienze più rilevanti di sviluppo di comunità registrate in Italia nel dopoguerra. Il 30 dicembre1997, con la morte di Danilo Dolci, il “Centro Studi Borgo di Dio” venne abbandonato e lasciato all’incuria e al degrado fino ai giorni nostri. Oggi è ritornato al centro delle attività culturali ed educative del territorio con un progetto di riqualificazione sostenuto dalla Fondazione CON IL SUD. In questo luogo simbolo di una rinascita culturale e di legalità si aprirà la seconda giornata della manifestazione. Alle 10.00 sono previsti i saluti di Giuseppe Vitale sindaco di Trappeto e di Giovanni Puglisi, presidente emerito della Fondazione Sicilia. Introdurrà i lavori Amico Dolci, Presidente del “Centro per Sviluppo Creativo Danilo Dolci”. Seguirà la video intervista al sociologo Edgar Morin e il racconto dei lavori nati al Borgo nel solco del pensiero di Danilo Dolci con le testimonianze di: Amico Dolci , Liceo D. Dolci di Palermo e Liceo F. Maurolico di Messina, Ignazia Pinzello e Raffaele Basile Progetto “Jato Spazio Idee”, Gaspare Viola, Casa della Salute ‘Danilo Dolci’ a S. Margherita di Belìce, Paolo Benvenuti, Scuola di Cinema maieutico, Adriana Cipolla e Donatella Natoli, Formazione di Comunità, Pietro Puccio, GAL Golfo di Castellammare. Concluderà i lavori Carlo Borgomeo, presidente Fondazione CON IL SUD.

    La giornata continuerà dalle 11.40 alle 13.30 con il percorso sui luoghi simbolo di Danilo Dolci: visita guidata alla diga sul fiume Jato, al Centro Educativo di Mirto a Partinico e al Porto di Trappeto. Contestualmente, al Borgo di Dio ci saranno i laboratori maieutici (aperti al pubblico), che hanno contrassegnato l’intera attività di Dolci. Seguirà un buffet a cura del progetto “Cambio Rotta, centro culturale polivalente creato sul bene confiscato alla mafia noto come “villino Geraci” nel comune di Altavilla Milicia (PA).

    Il programma riprenderà nel pomeriggio, alle 15.30 con un intermezzo musicale a cura del quartetto di flauti “Syrinx” del Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Palermo e si concluderà con la proiezione del film “Segreti di Stato” di Paolo Benvenuti, alla presenza del regista.

  9. Report sul progetto del Microcredito Siciliano

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    Promozione di economia civile, sostegno alla piccola e media impresa. Con questo quadro di riferimento la Fondazione di Comunità di Messina ha istituito un fondo di garanzia denominato Microcredito Siciliano. Il fondo è uno strumento finanziario rivolto a chi non riesce ad accedere al credito tradizionale a causa di mancanza di garanzie reali oppure per insufficiente storico creditizio ed opera secondo logiche di economia civile. I beneficiari sono le micro, piccole e medie imprese con sede legale ed unità produttiva nel territorio della Regione Sicilia.

    Ad oggi sono stati finanziate 52 pratiche per un totale di € 1.173.227,06. Di questi € 205.000,00 sono stati erogati sotto forma di micro capitalizzazioni. A queste vanno aggiunte ulteriori 3 recentemente approvate.

    L’erogazione media è stata ad oggi pari ad € 22.562,26.

    Il grafico seguente individua la distribuzione per province dei beneficiari:

    grafico microcredito siciliano

    La maggiore polarizzazione nelle tre aree metropolitane è ovviamente legata alla popolazione residente, ma si ritiene possa anche essere correlata alla presenza in loco di un punto fisico di accesso al servizio (Hub Sicilia a Catania, la Fondazione a Messina e direttamente Banca Etica a Palermo).

    I benefici sociali del progetto sono fortemente incoraggianti. Un’intervista telefonica ai beneficiari sull’impatto occupazionale dell’iniziativa ha permesso di stimare in 98 le unità lavorative stabilizzate e/o create grazie al progetto del microcredito. Risultato questo assai rilevante per il primo anno di attività in considerazione del fatto che molte delle aziende beneficiare sono delle start up e che quindi gli impatti economico-sociali è prevedibile che diano risultati nel medio-lungo periodo.

    Le sofferenze sono circa il 10%. Due fattori hanno potuto incidere su questo risultato:

    • una non chiara comunicazione sul significato del sistema microcredito-fondo di garanzia;
    • una base informativa insufficiente  per personalizzare l’intervento di microcredito. Da qui la necessità di integrare il servizio finanziario con interventi ausiliari di ascolto, supporto e formazione.

    Quest’ultimo punto esce confermato dall’analisi del tempo impiegato dai beneficiari a redigere il progetto nello standard di approfondimento richiesto. Dal primo contatto alla redazione del dossier i beneficiari hanno impiegato da 1 a 6 mesi con un tempo medio di 3,6 mesi e nonostante tale tempo oggettivamente lungo raramente i dossier, anche quelli finanziati, erano solidissimi.

    I tempi di valutazione del merito creditizio da parte della banca vanno da 1 a 13 mesi, nei casi in cui sono stati chiesti ulteriori approfondimenti progettuali ai beneficiari o sono stati necessari accertamenti sulle situazioni creditorie passate degli stessi beneficiari. La media fra la presentazione del dossier e la valutazione del merito creditizio da parte dell’istituto bancario è stata di 5.3 mesi,  un tempo troppo lungo che va decisamente ottimizzato nel proseguo dell’esperienza.

    Transitare l’operatività dell’esperienza di microcredito sulla MECC, strumento di finanza etica specializzato nel microcredito, nato ai sensi dell’Art. 111 del T.U.B. permetterà di superare le criticità secondo lo schema sottostante.

    Debolezza: Sofferenze alte / tempo di progettazione alto dei beneficiari

    Ipotesi progettuale attuabile tramite lo strumento specializzato ai sensi dell’Art. 111 del T.U.B.: Attivazione di percorsi di formazione/tutoraggio quale principale porta d’accesso al servizio di microcredito. Saranno realizzati percorsi trimestrali, finanziati dalla Fondazione, dove i giovani entrano con un’idea e, se valida, escono con il progetto finanziato, senza ulteriori tempi di istruttoria. Il primo percorso si terrà nel prossimo luglio.

    Debolezza: Polarizzazione dei beneficiari nelle città in cui esistono punti di riferimento fisici del servizio finanziario.

    Ipotesi progettuale attuabile tramite lo strumento specializzato ai sensi dell’Art. 111 del T.U.B.: Saranno aperti 9 punti territoriali, uno per Provincia, con il compito di orientare, monitorare e accompagnare negli anni i beneficiari e le loro aziende.

    Debolezza: Tempo di valutazione alto del merito creditizio.

    Ipotesi progettuale attuabile tramite lo strumento specializzato ai sensi dell’Art. 111 del T.U.B.: Il nuovo modello organizzativo è pensato per far coincidere la fase di accompagnamento alla progettazione/pre-istruttoria con la fase di valutazione del merito creditizio, che viene così azzerato.