Category Archive: Expo 2015

  1. Completato il sistema di monitoraggio del condominio ecologico di Fondo Saccà

    Leave a Comment

    Il sistema prototipale basata su tecnologie open source permetterà una ricerca per verificare l’efficienza delle abitazioni prototipali realizzate nell’ambito del progetto “La dimensione comunitaria e sostenibile dell’housing sociale – Programma Capacity”. Permetterà inoltre di governare i sistemi domotici per l’efficienza energetica e i sistemi sperimentali di mutualizzazione dell’energia.

    Il disegno di ricerca per valutare l’impatto sul lungo periodo è stato redatto dalla Fondazione di Comunità di Messina con il Dipartimento di Bioarchitettura del MIT di Boston. Il sistema domotico e la sua integrazione nelle unità abitative è stato realizzato in collaborazione tra il dipartimento di Ingegneria dell’Università di Messina, Ecos-Med, la Fondazione Horcynus Orca, la Fondazione di Comunità di Messina e le due start-up innovativa SmartMe e Solidarity and Energy. Il coordinamento del progetto è stato affidato al prof. Dario Bruneo per l’Università degli Studi di Messina ed all’ingegnere Santino Smedile per il Distretto Sociale Evoluto. Hanno partecipato giovani tirocinanti, tra cui Nicola Bombaci e Andrea Giunta del Dipartimento di Informatica e gli ingegneri specializzandi Aurora Recupero ed Eleonora Cannata.

    Il progetto di ricerca sulla mutualizzazione dell’energia è invece realizzato in collaborazione con l’istituto ITAE del CNR. 

  2. La rinascita in forma cooperativa del Birrificio Messina

    1 Comment

    Birrificio Messina

    La Fondazione di comunità di Messina attiva e sostiene start up di imprese virtuose, anche attirando capitali, attraendo talenti creativi  e mettendo in moto processi di sviluppo economico in un territorio, quello messinese, quotidianamente depauperato e da cui fuggono le risorse umane più competenti. Emblematico l’esempio del Birrificio Messina: col supporto della Fondazione di Comunità, nel 2015 riparte una produzione locale di successo che ha a lungo marcato l’identità della zona prima di essere chiusa e non perché economicamente perdente.

    Per far ripartire una produzione tradizionale della città, oggi incarnata dalla cooperativa Birrificio Messina (15 soci fondatori) negli ultimi due anni la Fondazione di Comunità di Messina ha lanciato una campagna pubblica finalizzata all’attivazione della domanda locale e al fund raising, ha predisposto il piano industriale insieme ai soci della cooperativa e attratto capitali per oltre due milioni di euro. Il Birrificio Messina comincerà a produrre in autunno e ancora prima di partire ha un portafoglio ordini per oltre 50mila ettolitri di birra. Questi volumi di vendita erano previsti solo al quarto anno di attitivà del birrificio.

    La storia del Birrificio Messina. La produzione della Birra Messina risale al 1923, avviata con un certo successo dalla famiglia Lo Presti-Faranda. A fine anni ’80 viene acquistata dalla Dreher a sua volta poi acquisita dall’Heineken che fa di quello di Messina uno degli stabilimenti di punta in Europa (80 dipendenti nel periodo di massimo fulgore) con quote di produzione che superano i 600mila ettolitri l’anno. In quel periodo lo stabilimento messinese vince per cinque anni di seguito il premio per la migliore produttività di Heineken Europa. Quando a fine anni ’90 Heineken decide di ingrandire lo stabilimento, rimane impantanata in pastoie burocratico-amministrative e decide di trasferire a Messafra in Puglia il grosso della produzione, continuando però a imbottigliare in parte a Messina. Ma i costi di trasporto sono troppo alti.

    Nel gennaio 2007 Heineken annuncia che lo stabilimento di Messina cesserà le proprie attività produttive e trasferirà i dipendenti nelle sedi sparse in tutta Italia Dopo qualche settimana dall’annuncio della chiusura, e molte proteste dei lavoratori, si candidano all’acquisto gli eredi della famiglia Faranda, già originaria proprietaria della birreria; le trattative si protraggono per un anno e si concludono con la cessione del ramo di azienda per poco più di 4 milioni di euro. Le maestranze allora occupate si impegnano a trasferire il loro Tfr dalle casse Heineken a quelle della società  che subentra (Triscele srl).

    Heineken non cede però il marchio Birra Messina che produce tutt’oggi e il nuovo birrificio (Triscele Srl) lancia due nuovi marchi di birra (Birra del Sole e Patruni e Sutta). A quella data, gli impianti dello stabilimento messinese avevano una capacità produttiva e di confezionamento che oscillava fra i 400mila e i 600mila ettolitri ma gli venivano utilizzati solo per ca. 40mila ettolitri pur a fronte di una domanda di mercato molto elevata.

    La ‘crisi’. Pur in presenza di una consistente domanda di mercato, ma da un certo momento in poi i proprietari contraggono la produzione, sostenendo che per tenere il passo serve un ammodernamento degli impianti che vorrebbero edificare in un altro luogo, chiedendo e ottenendo, nello stesso tempo, (e grazie anche all’occupazione del Consiglio Comunale da parte degli operai), il cambio di destinazione d’uso del vecchio stabilimento situato a ridosso del centro della città, destinato ad area residenziale. Il vero obiettivo della proprietà risulta invece essere una speculazione immobiliare e gli operai ne capiscono le reali intenzioni quando ricevono le lettere di licenziamento.

     A questo  punto avviano un presidio permanente durato un anno e mezzo davanti allo stabilimento, nel corso del quale riescono a ottenere che la regione siciliana ponga sull’intera area il vincolo di interesse storico ed etnoantropologico. In questo modo l’operazione di abbattimento del vecchio stabilimento si blocca, ma non le procedure di licenziamento collettivo dei birrai, che vengono collocati nelle liste di mobilità.

    La Cooperativa Birrificio Messina. Il nuovo inizio, invece, ha un’altra storia, lunga appena due anni. Ed è tutta un’altra storia. Quindici ex dipendenti della Triscele Srl scelgono di ripartire, di non restare nei percorsi assistenziali, di tornare alla loro professionalità in forma di cooperativa. E fondano il Birrificio Messina nell’estate 2013.

    Sin dall’inizio di questo nuovo percorso, la Fondazione di Comunità di Messina è al loro fianco. Insieme, Fondazione e cooperativa, realizzano una pianificazione economico-finanziaria del nuovo Birrificio rigorosa e credibile, tanto che la Fondazione riesce a coinvolgere investitori e finanza specializzata attraendo per il Birrificio più di due milioni di euro. Cifra, questa, necessaria per integrare il capitale proprio dei 15 lavoratori che destinano alla cooperativa il proprio TFR e la rimanente parte dei fondi relativi all’indennità di mobilità. In tutto, le risorse ammontano a circa tre milioni di euro, e coprono il fabbisogno del nuovo start-up (capannoni, attrezzature, materie prime).

    Nella logica dell’economia civile che guarda ai mercati come beni relazionali la Fondazione lancia un piano di comunicazione sociale finalizzato ad attivare un fondo partecipativo, oggi trasferito come capitale sociale della cooperativa, e attiva una domanda locale che “sceglie la propria birra” perché di qualità, perché a prezzi competitivi e perché restituisce lavoro e

    dignità a 15 propri conterranei.

    La campagna genera ordini per oltre 50mila ettolitri a produzione non ancora avviata. Nel piano d’impresa, simili volumi di vendita erano previsti a regime, dal quarto anno di attività del Birrificio. Le risposte sono, dunque, ben al di sopra delle previsioni del piano di impresa: le richieste arrivano non solo dall’area dello Stretto, ma anche dall’Australia, dal Sud America dove vivono comunità di emigrati affezionate al prodotto della loro terra di origine.

    In autunno parte la produzione. Il tour de force per avviare la produzione sta per concludersi. Nell’autunno 2015 i primi mezzi ritireranno nei capannoni la nuova birra da distribuire. I birrai riportano in città l’orgoglio di una eccellente lavorazione industriale.

    Tre saranno le prime etichette: la classica, la cruda e la linea ad altissima qualità.

    Partecipano all’iniziativa:

    CFI – Cooperazione Finanza Impresa che ha deliberato e in parte erogato 300 mila euro, tra capitale sociale e leva finanziaria,

    Coopfond, la società che gestisce il Fondo mutualistico per la promozione cooperativa alimentato dalle cooperative che aderiscono a Legacoop, che delibera e eroga altri 300 mila euro,

    IRCAC che destina 500 mila euro;

    la Fondazione di Comunità di Messina che versa 60.000 euro come quota di capitale sociale in qualità di socio sovventore;

    la BCC Antonello da Messina che erogherà altri 360 mila euro nell’ambito di una convenzione con la Fondazione;

    SEFEA che ha deliberato e versato ulteriori 100.000 euro sempre nell’ambito di una intesa strategica con la Fondazione;

    Finvalv Srl, finanziaria del gruppo Valvitalia di Salvatore Ruggeri, imprenditore messinese che decide di sostenere un progetto di riscatto della sua terra d’origine, sempre in intesa con la Fondazione, e delibera altri 250 mila euro.

    Infine, con ulteriori 600 mila euro verrà acquistata una linea autonoma della catena produttiva attraverso Unicredit Leasing. 

    Il tour de force per avviare la produzione sta per concludersi. Nell’autunno 2015 i primi mezzi ritireranno nei capannoni la nuova birra da distribuire. I birrai riportano in città l’orgoglio di una eccellente lavorazione industriale.

    Tre saranno le prime etichette: la classica, la cruda e la linea ad altissima qualità.

  3. Music for Freedom all’Expo

    Leave a Comment

    immagine di copertina

    A Messina, nel 2010, la Fondazione Horcynus Orca assegna il premio dell’ottava edizione dell’Horcynus Festival – appuntamento annuale di riflessione su economia civile, finanza etica  ed estetiche del Mediterraneo – all’associazione Iran Human Rights e ai movimenti musicali giovanili iraniani, divenuti simbolo della resistenza democratica e delle proteste contro un regime che pretende di controllare interamente la sfera pubblica. Nell’occasione nasce il progetto Music for Freedom. L’idea è far incontrare i desideri, i sogni e le attese di giovani musicisti iraniani con quelli di chi vive nell’area dello Stretto di Messina. La Fondazione di Comunità di Messina, la Fondazione Horcynus Orca e Bar-Ax London producono un cd, con il nome del progetto, che mette insieme 7 band siciliane e 7 band iraniane e il loro bisogno di libertà, creativa, futuro. Perché lo sviluppo umano e persino quello economico sono correlati all’espansione delle libertà, prima fra tutte poter avere accesso alla cultura e poterne produrre.

    Il cd sarà presentato all’EXPO mercoledì 8 luglio alle 20.00 nel Padiglione della Kip International School con una performance dei musicisti coinvolti nel progetto.

    In Music for Freedom suonano: Sussan Deyhim, Nemas Project, 127, DoctorCom, Bijan Moosavi, Les Spritz, Mamak Khadem, Donna Olivia feat. Reza Safeyary, Maral, Livello 0, Take it easy Hospital, SansPapier, Radio Tehran, Toti Poeta. I proventi del cd – disponibile a Expo – saranno interamente devoluti a sostenere la fase di start up di CoopMed, un programma di finanza etica nel Mediterraneo, che mira a fare incontrare i popoli del Mediterraneo con una economia altra che si alimenta e genera coesione sociale e libertà.

    Nel progetto Music for Freedom, il coordinamento degli artisti italiani è di Giacomo Farina, quello degli artisti persiani di Farrokh Hessamian per Bar-Ax London, l’organizzazione che favorisce la libera circolazione della musica in Iran e della musica iraniana a livello internazionale.

  4. Bellezza e innovazione per affrontare l’emergenza abitativa

    Leave a Comment

    architetto Sindoni

    Case innovative sul piano dell’impatto ambientale, del risparmio di energia e dell’efficienza dei consumi, ma anche belle perché risanano aree dissestate e saranno destinate a chi vive emergenza abitativa e disagio sociale. Insieme a una importante rete di partner in autunno la Fondazione di Comunità di Messina comincia a realizzare un parco e costruire 6 appartamenti per altrettanti nuclei familiari nel quartiere degradato di Maregrosso, in una delle città di Europa con la più antica emergenza abitativa.

    Di questo e dei modelli di housing sociale esistenti in Italia e in Europa si parla l’8 luglio in un seminario promosso dalla Fondazione di Comunità di Messina. Intervengono, fra gli altri, il presidente della Fondazione con il Sud Carlo Borgomeo, il segretario generale della Fondazione Cariplo Sergio Urbani, il presidente della Fondazione di Comunità di Lecco Romano Negri, il segretario della Fondazione di Comunità di Lecco Emilio Amigoni, il presidente onorario dell’Istituto nazionale di bioarchitettura Erminio Redaelli ed il presidente dell’istituto Giovanni Sasso, il Direttore generale Acri Giorgio Righetti, il Segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina Gaetano Giunta.

    L’idea. Nell’ambito di un progetto sulla dimensione comunitaria e sostenibile dell’housing sociale, a partire dall’autunno la Fondazione di Comunità di Messina darà il via ai lavori per la costruzione di sei appartamenti collocati in edifici a un piano e immersi nel verde. Gli appartamenti saranno edificati in un’area di uno dei quartieri più degradati della città, dove ancora si trovano baracche risalenti alla ricostruzione dopo il terremoto del 1908, il quartiere di Maregrosso. Verranno assegnati dal Comune di Messina attraverso l’Istituto Case Popolari, dalla Fondazione di Comunità di Messina e dall’Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda sanitaria provinciale di Messina in totale a 14 persone che si trovano in condizioni di emergenza abitativa e socialmente in difficoltà.

    La fase di costruzione è stata preceduta da processi di democrazia partecipativa e da un’attività di ricerca negli ambiti più innovativi dell’ingegneria e dell’architettura sostenibile a cui è seguito un processo di trasferimento tecnologico alle cooperative sociali del territorio.

    Tecnologia e innovazione. Produzione energetica da materiale organico (un brevetto industriale oggi di proprietà della Fondazione di Comunità di Messina), tecnologie di risparmio energetico, prototipi intelligenti di gestione e condivisione dei beni comuni (energia, acqua), materiali costruttivi ad alta inerzia termica (cioè con una comprovata capacità di tenuta rispetto al caldo e al freddo) sono alcuni degli elementi di innovazione che caratterizzeranno l’esperienza di housing sociale.

    A Maregrosso uno spazio urbano estremamente degradato sarà così trasformato in un laboratorio attivo. Per favorire i processi di autocostruzione assistita (gli assegnatari potranno cioé partecipare alla costruzione dei  loro appartamenti) e potenziare il valore simbolico dell’iniziativa le mura saranno costituite con pannelli modulari autoportanti dalla struttura in legno e paglia pressata raccolta nei terreni confiscati alla mafia e gestiti dall’associazione Libera a san Giuseppe Jato (Palermo). I pannelli saranno prefabbricati da una cooperativa sociale promossa dalla Fondazione che favorisce l’inserimento lavorativo di ex internati dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario sociale e poi finiti e intonacati con terra cruda in cantiere anche grazie al lavoro salariato degli stessi assegnatari degli appartamenti. Ancora, le acque grigie verranno depurate e recuperate per l’irrigazione del giardino e del parco. In questo spazio convivranno orti urbani, aree di sosta attrezzate, playground, aree in cui coltivare nuove forme di socializzazione del territorio.

    Una volta costruite e assegnate le case, il Mit (Massachussets Institute of technology) di Boston avrà il compito di verificare la sostenibilità e la propensione al risparmio dei consumi di questo tipo di costruzioni rispetto a quelle tradizionali attraverso un lavoro di ricerca. Lo farà applicando degli speciali sensori per la raccolta dati su due costruzioni tipo.

    Il progetto è finanziato dalla Fondazione con il Sud, da Fondazione Cariplo e dalla Fondazione di Comunità di Messina Onlus, in partenariato con istituzioni territoriali (Comune di Messina, Istituto Autonomo Case Popolari, Asp di Messina), centri di ricerca pubblici e privati specializzati (Mit-Massachusetts Institute of Technology, Università e centri del Cnr dell’area dello Stretto di Messina, Università di Modena e Reggio Emilia, Istituto Nazionale di Bioarchitettura).

    La dimensione comunitaria e sostenibile dell’housing sociale si sta sviluppando oltre che nel territorio messinese nella Provincia di Lecco, dove la locale Fondazione di Comunità ha sviluppato in partenariato con il Politecnico di Milano e altri centri di ricerca pubblici e privati azioni di ricerca volte a studiare moduli costruttivi nell’ambito dell’architettura sostenibile e finalizzati alla ristrutturazione di immobili esistenti ma degradati. A Lecco. il progetto è finanziato da Fondazione Cariplo.

    Il seminario. Di tutto questo e dei modelli di housing sociale oggi esistenti in Italia si parlerà nel seminario promosso dalla Fondazione di Comunità di Messina, La dimensione comunitaria e sostenibile dell’housing sociale

    Intervengono, fra gli altri, il presidente della Fondazione con il Sud Carlo Borgomeo, il segretario generale della Fondazione Cariplo Sergio Urbani, il presidente della Fondazione di Comunità di Lecco Romano Negri, il segretario della Fondazione di Comunità di Lecco Emilio Amigoni, il presidente onorario dell’Istituto nazionale di bioarchitettura Erminio Redaelli e il presidente dell’Istituto Giovanni Sasso, il Direttore generale Acri Giorgio Righetti, il Segretario Generale della rete europea delle Città e Regioni per l’Economia Sociale – REVES Luigi Martignetti, il Presidente della Federazione Europea delle Banche Etiche ed Alternative – FEBEA Fabio Salviato, il Segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina Gaetano Giunta.

  5. Nutrirsi di Affetti: il programma Primi Spassi all’Expo

    Leave a Comment

    Martedì 7 luglio, all’Expo, alle 10.00, nel Padiglione della Kip Internation School, la Fondazione di Comunità di Messina presenta in un seminario coordinato da Salvatore Rizzo il programma permanente Primi Spassi. “Nutrirsi di Affetti: La dimensione comunitaria della cura del bambino per promuovere lo sviluppo affettivo e cognitivo” il titolo dell’appuntamento.

    A partire dalla primavera del 2011, nel quartiere popolare di Camaro, dove più alti sono gli indicatori di sofferenza sociale e di disuguaglianza tra i cittadini, la Fondazione di Comunità di Messina ha avviato il programma permanente Primi Spassi per la promozione dello sviluppo umano dei bambini appena nati. Il programma punta sulla conoscenza e sulla pratica di alcuni comportamenti virtuosi da parte delle figure di accudimento del bambino ed in particolare della madre. Tra questi l’allattamento naturale al seno, la promozione della lettura precoce a voce alta e l’educazione all’ascolto della musica accanto a pratiche di adozione sociale di quei nuclei familiari in particolari condizioni di rischio. Si tratta di fattori di protezione e di pratiche virtuose che sono state ampiamente sperimentate ed adottate in più paesi e che l’Organizzazione mondiale della sanità indica come essenziali fattori di protezione e di promozione della salute del bambino e della sua famiglia.

    Le prime fasi di vita del bambino sono cruciali perché possa mettere in gioco  tutte quelle potenzialità che educazione, istruzione e cultura trasformeranno in abilità cognitive, emotive e sociali che li renderanno uomini e donne sani, maturi e consapevoli. Nei primi anni della crescita, i genitori e tutti gli adulti che si prendono cura del bambino assumono un ruolo fondamentale. Infatti, accanto ad un contesto familiare competente, ogni bambino ha bisogno di un ambiente fisico e sociale che accolga  e realizzi, in maniera adeguata, il naturale desiderio di giocare, correre, esplorare, sperimentare. In assenza di ciò, è difficile che un bambino possa scoprire e realizzare tutto il suo potenziale, che rischia di rimanere sconosciuto e inespresso o, addirittura, inibito. Per realizzare armonicamente il proprio sviluppo, ogni bambino ha bisogno di contesti che lo mettono al centro con i suoi bisogni e le sue richieste.

    Riconoscere i bambini come soggetti titolari di diritti e garantire loro contesti attenti alla crescita affettiva, cognitiva e relazionale, non favorisce soltanto l’armonico  e pieno sviluppo delle loro potenzialità, ma consente  di diffondere la cultura dell’infanzia e sensibilizzare l’intera comunità sui loro diritti di cittadinanza.

    Il programma Primi Spassi è una delle policy permanenti auto-finanziate dalla Fondazione di Comunità di Messina. Esso è stato avviato in collaborazione con Caritas Italiana ed in partenariato con le parrocchie del territorio, dell’ufficio anagrafe del Comune di Messina, della Caritas diocesana e della sezione messinese dell’Associazione Culturale Pediatri.

    A partire da gennaio 2012, le famiglie di Camaro in cui è nato un nuovo cittadino hanno ricevuto la visita degli operatori del programma Primi Spassi e dei volontari coinvolti e formati ad hoc. Nel corso di questa prima visita (altre tre si realizzano nel corso del primo anno di vita del bambino), gli operatori hanno portato il benvenuto a nome di tutta la comunità, hanno donato materiale informativo e un libro offrendo ai genitori l’opportunità di stare dentro una rete sociale in grado di offrire sostegno ed accesso ai servizi ed alle opportunità. Sul territorio, intanto, si sono organizzati eventi di animazione musicale per i bambini più grandi, momenti di confronto e di informazione sui temi della genitorialità, occasioni di incontro e di educazione alla lettura a voce alta per i bambini più piccoli a partire dai primi mesi di vita.

    Di questo e delle modalità di sviluppo di programmi con queste caratteristiche si parlerà martedì 7 luglio in un seminario coordinato da Salvatore Rizzo, assistente sociale e responsabile del programma Primi Spassi della Fondazione di Comunità di Messina. Partecipano, fra gli altri, Sergio Conti Nibali, presidente dell’associazione culturale pediatri di Messina, e Nina Santisi, referente della formazione dell’azienda sanitaria provinciale di Messina, responsabili scientifici del programma.

  6. Dedicata all’Armenia la XIII edizione dell’Horcynus Festival

    Leave a Comment

    Corgnati, Giunta, Flores

    Nell’anno del centenario del genocidio, la Fondazione di Comunità di Messina e la Fondazione Horcynus Orca dedicano all’Armenia, per rievocarne l’antica presenza sulle rive del Mediterraneo e per commemorare, nell’anno del centenario, il terribile genocidio che ha visto coinvolto il Popolo Armeno per mano dei Giovani Turcbi, la tredicesima edizione dell’Horcynus Festival che si terrà tra Lipari e Capo Peloro, a Messina, nella punta della Sicilia, dal 26 luglio al 2 agosto.

    Il Festival è l’appuntamento annuale di riflessione sui percorsi di ricerca sulle economie sociali e solidali, sulla finanza etica e sulle produzioni estetiche del Mediterraneo. Queste, più di ogni altra forma di sapere umano, hanno la capacità di anticipare bisogni, desideri e visioni dei popoli e di sostenere lo sviluppo della democrazia. Le attività del Festival mettono al centro le relazioni fra sponda nord e sponda sud del Mediterraneo, nella convinzione che valorizzare arte, pittura, scrittura, musica di quell’area aiuti a sostenere lo sviluppo della democrazia in loco.

    Il 6 luglio, Martina Corgnati (storica dell’arte, docente all’Accademia di Brera, responsabile del settore arti visive della Fondazione Horcynus Orca di Messina) ha presentato la XIII edizione dell’Horcynus Festival a partire dalla proiezione di un video di 20 minuti curato dal regista e video maker torinese Matteo Bernardini e girato in Armenia durante le celebrazioni del centenario lo scorso aprile. Il video è l’estratto di un lungometraggio di 90 minuti che sarà proiettato in versione integrale a Messina nel corso del Festival il prossimo 30 luglio. All’Expo, Corgnati e lo storico Marcello Flores D’Arcais (nella foto) hanno discusso poi del genocidio armeno, su cui la storica dell’arte ha curato con Ugo Volli il volume collettaneo Il genocidio infinito (Guerini edizioni) di cui Flores è uno degli autori.

    Il 7 luglio, alle 20.00, Il giornalista ed esperto di cinema mediorientale Erfan Rashid offre una selezione di film e cortometraggi di registi e video maker che sostengono la libertà e la democrazia nell’area.

  7. 6 – 9 luglio: Gli appuntamenti all’EXPO

    Leave a Comment

    Da lunedì 6 a giovedi 9 luglio la Fondazione di Comunità di Messina sarà all’ Expo di Milano (Padiglione Kip International School) con seminari, incontri e performance di artisti per presentare progetti ed eventi strategici per la sua attività,  “orientata da sempre – sottolinea Gaetano Giunta,  Segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina – a uno sviluppo economico e sociale del territorio forte e sostenibile, solidale e non assistenziale che valorizzi le risorse locali. Anche per far rientrare a pieno titolo all’interno di un processo produttivo virtuoso che offre vantaggi a tutta l’area messinese le categorie più disagiate e socialmente in difficoltà”. Una linea che – ricorda Giunta – “si colloca saldamente sul versante della lotta alle mafie proprio attraverso lo sviluppo di forme di economia sociale in grado di sottrarre spazio a una criminalità organizzata che prolifera dove abbondano zone grigie” .

    Ecco alcune delle attività strategiche che la Fondazione di Comunità di Messina (Fdcm) presenterà a Expo:

    L’housing sociale. Ovvero, si possono costruire case belle, ecologiche, a basso impatto ambientale, usando materiali naturali e tecnologie innovative, ottimizzando le risorse energetiche e idriche anziché sprecarle, contenendo i consumi. Case belle e ‘buone’, che risanano aree fortemente degradate e saranno destinate a persone che vivono in condizioni di deprivazione sociale e materiale. Grazie a un sistema di partnership che tiene insieme istituzioni, Fondazioni erogative e centri di ricerca, fra cui il Mit di Boston, in autunno a Messina, la Fondazione di Comunità, in collaborazione con il Consorzo Sol.E, avvierà la costruzione di 6 appartamenti in una parte del quartiere di Maregrosso.

    Economia sociale. La Fondazione di comunità di Messina attiva start up di imprese virtuose, attraendo capitali, talenti creativi e tecnico-scientifici e mettendo in moto processi di sviluppo economico in un territorio, quello messinese, quotidianamente depauperato e da cui fuggono le risorse umane più competenti. Emblematico l’esempio del birrificio Messina: col supporto della FdcM, nel 2015 riparte una produzione tradizionale che ha a lungo marcato l’identità della zona prima di essere chiusa e non perché economicamente perdente.

    Primi spassi, ovvero, strumenti ai nuovi nati. Per crescere meglio. La Fondazione di comunità di Messina offre ai bimbi appena nati delle zone meno ‘ricche’ della città (e alle loro famiglie) un’opportunità per crescere meglio e cominciare fin da piccolissimi a costruirsi un capitale emotivo, cognitivo, culturale per il proprio futuro.

    Horcynus Festival 2015. La Fondazione di Comunità di Messina sviluppa attività culturali che mettono al centro le relazioni fra sponda nord e sponda sud del Mediterraneo, nella convinzione che valorizzare arte, pittura, scrittura, musica di quell’area aiuti a sostenere lo sviluppo della democrazia in loco: con l’Horcynus Festival, oggi giunto alla sua tredicesima edizione e dedicato all’Armenia e al genocidio armeno; con i film, i cortometraggi e la musica di registi,  video maker e musicisti che animano la scena locale e spesso le rivolte per la libertà che corrono fra piazze e social network.