Da Messina alle periferie del mondo, l’internazionalizzazione della Fondazione

E’ stata annunciata nell’ambito della prima giornata dell’Horcynus Festival 2016 autunnale la svolta internazionale della Fondazione di Comunità di Messina che, a partire dal 14 e 15 dicembre, avvierà il processo per ampliare il suo raggio d’azione dal Mediterraneo al mondo intero. «Il programma culturale dell’Horcynus Festival 2016 contribuisce a costruire una relazione organica e strutturale con Cuba – annuncia il segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina Gaetano Giunta – che anticipa la metamorfosi della Fondazione e di tutto il Distretto Sociale Evoluto, di cui la Fondazione Horcynus Orca fa parte. La Fondazione di Comunità di Messina si sta trasformando nella Fondazione delle comunità delle periferie del mondo. Periferie esistenziali e geografiche dove risulta vitale sperimentare nuovi paradigmi integrati di sviluppo economico e umano che declinano il bisogno irrisolto di libertà, eguaglianza, giustizia e rispetto dell’ambiente di cui ha sete gran parte dell’umanità. Nel dettaglio, la Fondazione di Comunità di Messina si riorganizzerà come un cluster di fondi che nascono per gemmazione. L’importanza di scegliere territori con economie e società in transizione come Cuba e alcune aree del nord del Brasile, è evidente. Ciascun fondo mirerà a promuovere sui territori di competenza o sugli ambiti esistenziali individuati, sviluppo umano favorendo la creazione di interconnessioni feconde fra sistema di welfare, sistema culturale, sistema produttivo, programmi di ricerca e di trasferimento tecnologico finalizzati al potenziamento di economie civili inclusive, azioni mirate all’attrazione di talenti creativi e scientifici. Contestualmente, la nuova fondazione delle periferie favorirà l’apertura dei sistemi locali, promuovendo scambi di conoscenze, di risorse umane ed economiche fra i differenti territori e ambiti, sostenendo così processi di internazionalizzazione che vadano nella direzione di considerare il pianeta la terra / patria di tutti».

La relazione della Fondazione con Cuba nasce a partire dalla collaborazione culturale inaugurata, nell’ambito dell’Horcynus Festival, con la Fábrica de Arte Cubano, spazio culturale multidisciplinare per arti visive, cinema, danza, musica, disegno industriale, grafica, architettura, letteratura e teatro. Un luogo di incontro tra le arti ma anche tra Cuba e i movimenti artistici mondiali, nato dalla riconversione di un vecchio stabilimento industriale, elemento centrale in un progetto che interpreta l’arte come strumento per la crescita e il cambiamento socio-culturale. A rappresentare la F.A.C. all’Horcynus Fest è Maysel Bello Cruz, regista e responsabile comunicazione del centro, curatore della selezione delle opere che costituiscono il nuovo archivio visivo di cinematografia e video arte cubana acquisito dalla Fondazione Horcynus Orca.


 

La Fábrica de Arte Cubano

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La Fábrica de Arte Cubano celebra la multiforme cultura dell’isola attraverso un mix di spettacoli di musica dal vivo, intrattenimento, mostre d’arte, sfilate di moda, cinema. Fondata dal musicista e compositore Equis Alfonso (X-Alfonso), con il sostegno del Ministero della Cultura di Cuba, la F.A.C. è situata in uno stabilimento industriale abbandonato di inizio secolo, che dopo aver accolto la sede della società elettrica, una fabbrica d’olio e vari magazzini, è stata riconvertita in spazio culturale multidisciplinare per arti visive, cinema, danza, musica, disegno industriale, grafica, architettura, letteratura e teatro. Gli spazi multifunzionali di cui si compone, in cui si mescolano forme espressive diverse, la rendono un luogo di fruizione artistica contemporanea non convenzionale, molto diverso da gallerie e musei. Ogni anno la F.A.C. ospita importanti eventi culturali come la Mostra dei giovani registi, l’Avana World Music, festival internazionale di teatro, cinema e jazz, nonché eventi culturali di varie nazioni dell’America Latina e dell’Europa.

Nei suoi primi due anni di vita l’edificio, riqualificato secondo le norme dell’architettura green, è diventato un emblema delle possibilità di riconversione del patrimonio industriale per finalità culturali e sociali. Per questo negli ultimi tempi il progetto, avviato nel 2013 dal musicista e artista audiovisivo cubano X Alfonso, è stato al centro dell’attenzione di studiosi provenienti da tutto il mondo. Ma non è solo arte quella che si respira alla F.A.C. Coerentemente con la filosofia che ha ispirato la sua nascita, legata allo sviluppo sostenibile e all’economia sociale e solidale, ogni estate il centro culturale diventa una scuola per la comunità vicina: giovani docenti laureati nelle accademie d’arte tengono laboratori creativi gratuiti per bambini e adolescenti di età compresa tra 7 a 17 anni. Inoltre, la prima domenica di ogni mese si organizzano attività per bambini e il mercoledì si aprono le porte della Fábrica fino a mezzanotte per offrire agli adolescenti dai 12 ai 17 anni uno spazio protetto per la musica, il cinema e la videoarte.

«La F.A.C. – spiega Maysel Bello Cruz – è diventato negli anni il centro culturale più importante del paese. Tante personalità internazionali, primi ministri, first ladies, artisti sono venuti a visitarla. E’ un’isola dentro l’isola, epicentro e luogo d’incontro di artisti cubani che si ritrovano in questo centro culturale del Ministero della Cultura, molto diverso da musei e gallerie, dove si respira arte in ogni forma. Ci autososteniamo con il costo dei biglietti d’ingresso ma caffè e bar interni sono gestiti da privati, secondo un modello economico misto innovativo per Cuba. Un’altra novità è che tutta l’amministrazione della fabbrica è in mano agli artisti, non affidata a burocrati».

 

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